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Scuola, studente positivo al Covid alla Galatti ma l'Asp dispone la quarantena dieci giorni dopo

L'Ufficio per l'emergenza covid ha consigliato l'isolamento soltanto per gli alunni entrati in contatto con l'allievo senza dare direttive per i docenti che hanno continuano a insegnare in altre classi. La quarantena, per loro, è arrivata una settimana dopo

Un caso di positività fra gli alunni dell'istituto Cannizzaro-Galatti che, dopo la comunicazione da parte dei genitori alla dirigente, è stato trattato dall'Asp disponendo la quarantena e la didattica a distanza esclusivamente per i compagni ma non per i docenti che hanno continuato a svolgere regolarmente le lezioni in altre classi fino all'inizio delle vacanze natalizie. Una scelta che non ha garantito, secondo i docenti dell'istituto, la loro tutela.

Risale al 18 dicembre la comunicazione del commissario Carmelo Crisicelli che, dopo essere stato immediatamente informato dell'allievo positivo, ha consigliato alla dirigente scolastica di mettere in quarantena la classe interessata dal caso di covid. Nel testo, però, nessuna menzione su quei docenti che, nonostante siano entrati in contatto con l'allievo sia pur nel rispetto del distanziamento, non hanno avuto alcuna indicazione in merito al comportamento da adottare. Il 19 dicembre, a scopo precauzionale, il personale docente interessato è stato dispensato dallo svolgere le lezioni, ma lunedì 21 e martedì 22 gli insegnanti sono dovuti rientrare a scuola perché, in assenza di una direttiva da parte dell'Usca, avrebbero dovuto motivare l'assenza da scuola o chiedendo un permesso per motivi di famiglia o per motivi di salute. "Alcuni docenti si sono sottoposti autonomamente a tampone subito dopo aver appreso del caso di covid - ha rassicurato la dirigente scolastica Egle Cacciola - Il protocollo dell'Asp parla chiaro: devono essere messe in isolamento gli student solo dopo aver avuto esito del tampone molecolare positivo. Anzi per questa volta non possiamo lamentare ritardi, perché la risposta è arrivata immediatamente". 

La questione, però, non finisce qui. Il 24 dicembre è una circolare scolastica a predisporre l'isolamento anche per i docenti entrati in contatto con il soggetto positivo. Un lasso di tempo che sta ora creando tensione fra gli stessi professori se si pensa che dal 18 dicembre al 24 dicembre, non essendo stati obbligati a nessuna quarantena, hanno continuato non soltanto a svolgere le lezioni nelle classi non sottoposte a isolamento ma anche a uscire regolarmente da casa. "Era responsabilità loro non esporsi a contatti - taglia corto la dirigente - Noi abbiamo seguito le direttive dell'Asp". Oltre il danno anche la beffa. Perché sempre la circolare informa che a partire dalle 11.30 del 4 gennaio il personale medico dell'Usca sottoporrà i soggetti entrati in stretto contatto con l'alunno positivo a tampone nel cortile dell'istituto. Procedura necessaria per poter fare rientro a scuola solo dopo tampone molecolare negativo. 

"Per quanto riguarda il comportamento della scuola tutto si è svolto nella massima trasparenza e l'operato è stato corretto e rapido - ha detto Antonio Mazzeo, docente dell'istituto da tempo critico sulle procedure nazionali utilizzate per l'individuazione di casi da covid nelle scuole - Ma resta un enorme ritardo da parte dell'Asp nel comunicare l'obbligo di quarantena anche per gli insegnanti. Emerge ancora una volta la totale assenza di protocolli che tutelino la salute dei docenti, totalmente abbandonati a loro stessi e non tenuti né a stare in isolamento in caso di alunni postiviti né a essere sottoposti gratuitamente a tampone in caso di contatti con soggetti positivi. Questo protocollo è una vergogna nazionale". 

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