Cronaca

Da Villari a Renzo: "Nessuno tocchi il pianoforte della Galleria"

Levata di scudi del musicista che l'ha donato e dell'editore di Todo Modo che si era offerto di restaurarlo. "Spostarlo è una sconfitta per la città". La storia e il degrado della Vittorio Emanuele in balia di chi ne usufruisce senza riparare

"Il pianoforte da qua non si tocca". È amareggiato ma pronto a dare battaglia José Villari, editore di Todo Modo che si è offerto di far restaurare gratuitamente il pianoforte della Galleria Vittorio Emanuele. L'impegno era già stato preso con il sindaco e la decisione ieri del primo cittadino di spostarlo perché in preda ai vandali non è andata giù: "Sarebbe una sconfitta per tutti dopo le battaglie fatte per tenerlo in galleria, uno sfregio alla città". 

Il pianoforte era stato il primo strumento musicale donato alla città di Messina nel 2018 da Giovanna e Giusi Bruno, Giovanni Renzo e Federico Alagna. Nel corso dei suoi tre anni di permanenza all'interno dell'edificio storico sono state tante le volte in cui ha subito danni, riparazioni e persino una denuncia, da parte di una residente della Galleria, per "disturbo della quiete pubblica". 

Già nel 2019 il sindaco Cateno De Luca aveva infatti pensato di rimuoverlo, facendo un passo indietro dopo le polemiche che suscitò immediatamente dopo l'annuncio. Questa volta, invece, la decisione è arrivata categorica. "Sei mesi fa avevamo chiesto al sindaco di poterlo aggiustare a nostre spese per riposizionarlo qui - commenta Villari - Siamo convinti che lasciandolo in Galleria se ne sarebbero presi cura i nostri giovani e anche gli esercenti dei localli", ha aggiunto ancora. 

Ieri sera, però, lo strumento è stato spostato alla "Casa Musicale Sanfilippo" che si occuperà della sua restaurazione. "Cercheremo di fare del nostro meglio per restituirlo alla città nelle migliori condizioni possibili", scrivono i titolari del negozio su facebook. 

Fermandosi a guardare soltanto il pianoforte, però, sono state tralasciate le condizioni generali in cui verte tutta la Galleria Vittorio Emanuele che andrebbe tutelata a 360 gradi soprattutto da chi ne usufruisce economicamente. Le sedie di ferro senza gommini stanno rovinando il mosaico del pavimento. Gli utenti che consumano all'interno dell'edificio buttano cartacce e rifiuti senza curarsi minimamente dell'impatto che queste azioni hanno soprattutto all'interno di luogo storico. 

Il primo cittadino intanto ha annunciato un restyling della struttura a partire da ottobre, ma la questione del pianoforte apre una breccia più grande nel cuore del sentimento di civilità di una città che, evidentemente, non ha meritato nemmeno un dono. Lo strumento adesso è destinato a essere rinchiuso in uno scantinato e accessibile soltanto previa richiesta ufficiale.

"Avevamo provato a piantare il seme della bellezza ma la barbarie ha vinto", ha chiosato brevemente il pianista Giovanni Renzo, uno dei donatori. 

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