Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Storie di Mirco, Alberto e Gianfranco bambini ancora più invisibili, il Garante: “Serve decreto per l'infanzia maltrattata”

Adozioni naufragate, minori che tentano il suicidio e piccoli che non vedono da tempo i genitori. Ecco come l'emergenza coronavirus ha amplificato i disagi nelle comunità alloggio cambiando il destino di tanti. L'appello di Fabio Costantino a prefetto e presidente della Regione

“Mamma perché non vieni più, dimmi la verità? Stai male?”.  Mirco ha sei anni e non si dà pace. Vive in una comunità di Messina e il nome è naturalmente di fantasia. Da due mesi il suo punto di riferimento sono solo gli educatori ma strazia il cuore anche a loro sentirlo al telefono con la mamma che chiama tutti i giorni. A volte gliela fanno vedere in collegamento su Skype.

Alberto invece, viveva a Mineo. Ha assistito all’omicidio di sua madre. Dopo mille peripezie si era riusciti a trovare una famiglia che voleva adottarlo ma l’emergenza Coronavirus ha costretto ad interrompere i colloqui cambiando definitivamente il destino del piccolo Alberto.

Gianfranco invece vive a casa con i genitori, ha 14 anni. Da tempo soffre di disturbi psichici ma da quando è scattata l’emergenza la situazione è precipitata. Il livello di ansia lo spinge tutti i giorni a cercare il suicidio, lo pianifica scientemente, lo persegue come obiettivo con tenacia e per questo i genitori hanno dovuto rinunciare anche a lavorare per tenerlo d’occhio 24 ore su 24.

Ma le storie di Mirco, Alberto, Gianfranco vanno moltiplicate per mille. Perché sono tanti, troppi, i minori  che hanno interrotto i contatti con i tutori e gli educatori di riferimento, sono tanti i bambini che hanno irrimediabilmente perso la possibilità di essere adottati, le vittime di abusi che vivono in questo momento una situazione di emarginazione amplificata. 

Sono quei “casi critici” di cui parla il Garante per l’Infanzia di Messina, Fabio Costantino in una lunga lettera indirizzata al prefetto di Messina, al presidente della Regione Nello Musumeci e all’assessore alla Salute Ruggero Razza e per conoscenza al sindaco Cateno de Luca, al presidente del Consiglio e al presidente della VII Commissione del Comune di Messina, Placido Bramanti.

Ma cosa chiede il Garante dell’infanzia? Di gestire da subito la Fase2 dell’emergenza Coronavirus con progetti mirati per i minori che stanno pagando un prezzo altissimo. Ma soprattutto chiede di gestirla avvalendosi della collaborazione di esperti in psicologia e neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, così come richiesto anche dal Garante nazionale al Presidente del Consiglio dei Ministri.

“La opportuna restrizione dei contatti – scrive Costantino – ha evitato ad oggi il rischio di esplosione di focolai infettivi nelle strutture con conseguente pericolo  per la salute dei minori ospiti ma ha comportato anche una importante sofferenza emotiva in molti minori che necessita di essere valutata ed eventualmente trattata”.

Anche i minori affetti da patologie del Neurosviluppo e in trattamento abilitativo ambulatoriale e domiciliare hanno esigenza di ricominciare il percorso di cura ma in assoluta sicurezza per i pazienti e per il personale sanitario.

“Ma attenzione – spiega Costantino - tutti i minori, anche quelli più fortunati, hanno dovuto rinunciare al quotidiano contatto con i coetanei e con gli insegnanti e alle loro attività extrascolastiche, e oggi cominciano a manifestare una sofferenza emotiva che occorre aiutare a superare. Tra l’altro– continua il Garante – gli epidemiologi indicano un  lungo periodo in cui la popolazione dovrà convivere col Coronavirus. Ma questo non può fare accantonare azioni a favore dei minori ispirati ai principi di prevenzione, trattamento, presa in carico sociale, educativa e sanitaria”. 

In questi due mesi a fronteggiare la situazione hanno aiutato tanto i privati. “Incredibile la generosità che ho sperimentato. Non posso fare i nomi degli imprenditori perché non vogliono, ma 100 uova di Pasqua donati ai bambini, un intero corredino ad una piccola appena nata che vive già in una comunità con la madre, e un carico di generi alimentari per le situazioni di bisogno sono gli esempi più belli che questa città ha dato e che ci fanno sperare davvero in una possibilità di rinascita”.

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