Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Morì dopo aver vissuto per 13 anni con una garza dimenticata durante un'operazione: 1,5 milioni ai parenti

Condannata la clinica palermitana dove l'uomo, originario del messinese, aveva subito l'intervento nel 2003. Aveva iniziato ad avere problemi di salute, ma nessuno era riuscito ad individuare il corpo estraneo. La casa di cura dovrà pagare di tasca propria: all'epoca non aveva un'assicurazione

Vent'anni fa, il 13 novembre del 2003, venne operato a Villa Maria Eleonora e, proprio durante quell'intervento al torace, i medici dimenticarono una garza chirurgica. Nel tempo M. S., queste le iniziali del paziente, aveva iniziato ad avere una serie di problemi di salute, ma nessuno nei vari altri ospedali dell'Isola ai quali si era rivolto per capire l'origine del suo malessere era riuscito ad individuarne la causa. E, alla fine, proprio per quella garza nascosta e le conseguenze che aveva provocato nel suo organismo, a 75 anni, era deceduto il 4 agosto del 2016. Adesso, la terza sezione monocratica del tribunale civile ha deciso di riconoscere alla moglie e ai tre figli dell'uomo un risarcimento di quasi un milione e mezzo.

Il risarcimento e la polizza assicurativa mancante

La somma  (per l'esattezza un milione 454.852,35 euro a cui vanno aggiunti quasi altri 30 mila di spese di lite) dovranno essere sborsati inteamente dalla struttura sanitaria perché, come è emerso dal processo, in quel periodo non era coperta da un'assicurazione per questo tipo di eventi. Il giudice Angela Notaro ha così accolto sia le istanze dei parenti dell'uomo, originario del Messinese, difesi dagli avvocati Massimiliano Fabio e Giuseppe Mancuso, ma anche quelle della Italiana Assicurazioni, rappresentata dall'avvocato Diego Ferraro, che Villa Maria Eleonora aveva chiamato in causa: il legale (nella foto) ha dimostrato infatti che la polizza venne stipulata il 31 dicembre 2017 con una retroattività di dieci anni, mentre la garza era stata dimenticata invece nel 2003. Il giudice aveva peraltro anche proposto una conciliazione tra le parti ad una cifra più bassa che era stata accolta da tutti tranne che dalla casa di cure, che ora è stata condannata.

Avvocato Diego Ferraro
Avvocato Diego Ferraro

La garza dimenticata nel 2003

La moglie e i figli della vittima avevano avviato la causa nel 2021 e, durante un Atp (Accertamento tecnico preventivo), un consulente aveva "accertato una condotta negligente dei sanitari, per aver dimenticato, nel corso dell'intervento chirurgico avvenuto il 13 novembre del 2003, una garza", come si legge nell'ordinanza appena depositata. Le difficoltà del paziente, però, non erano iniziate subito e si erano poi manifestate gradualmente. Negli anni era stato sottoposto ad esami ed accertamenti in diversi ospedali siciliani, ma senza che nessuno si accorgesse della garza. 

La Tac del 2011

Soltanto il 6 maggio del 2011, come sostiene il consulente tecnico, M. S. era stato sottoposto ad un esame, una Tac, che avrebbe potuto consentire - anche se questo non avvenne - di individuare il corpo estraneo all'origine di tutti i suoi mali. In quel caso fu scoperta invece "una formazione cistitica del diametro di circa 15 centimetri" nella zona dei polmoni provocata proprio dalla presenza della garza, che con i suoi "effetti compressivi importati a carico del cuore e dei grossi vasi con scompensi cardiocircolatori in paziente già affetto da patologie preesistenti" aveva "innescato la sequela che lo ha condotto alla morte". Nel 2012 le condizioni dell'uomo erano così gravi che i medici lo giudicarono "inoperabile". Quattro anni dopo era deceduto.

La difesa: "Responsabili anche altri ospedali"

Villa Maria Eleonora, proprio perché il paziente era stato visitato in altri ospedali che non erano giunti alla diagnosi corretta aveva chiesto di chiamare in causa anche tutte queste altre strutture sanitarie che, ad avviso della sua difesa, avrebbero avuto allo stesso modo delle responsabilità, ma il giudice ha rigettato l'istanza. La casa di cura ha anche messo in evidenza che il paziente nel tempo aveva subito altri interventi durante i quali la garza avrebbe potuto essere dimenticata e, dalla cartella clinica legata all'operazione subita nel 2003, emergeva che le garze erano state contate sia prima che dopo l'intervento. Ma questi argomenti non sono stati ritenuti convincenti dal tribunale.

Il consulente: "Operato al torace solo a Villa Maria Eleonora"

Nella consulenza, infatti, si legge: "Non vi è dubbio che una garza è stata trovata all'interno del torace (...) L'ipotesi della migrazione del corpo estraneo dalla regione addominale (dove il paziente aveva subito un intervento successivo, ndr) non solo è assolutamente poco plausibile perché rara, ma nel caso in esame, è da escludersi considerato che nessun intervento di chirurgia addominale è documentato prima del maggio del 2011", quando era stata individuata "la formazione cistica". Nell'ordinanza si sottolinea che "il primo e unico intervento di chirurgia toracica documentato, fatto salvo quello terminale di rimozione della massa (nel 2016, ndr), è proprio rappresentato dal trattamento del 13 novembre 2003 alla casa di cura Villa Maria Eleonora".

Il conteggio delle garze compiuto in quell'occasione sarebbe poi un dato irrilevante per il giudice perché "è lo stesso reperimento della garza chirurgica" nel corpo del paziente "a rappresentare una riprova ex post della non corretta applicazione delle raccomandazioni, buone prassi e dei protocolli terapeutici, che, ove correttamente seguite, sarebbero valse ad evitare la derelizione della garza chirurgica".

"Giustificabili i ritardi nella diagnosi"

Il consulente tecnico rimarca infine che il fatto che altre strutture non abbiano individuato la garza non sarebbe un dato così sorprendente perché "risulta improbabile che il corpo estraneo potesse essere visibile mediante esame ecocardio, che non è un'indagine abitualmente idonea per rilevarlo. Il primo esame idoneo per rilevare il corpo estraneo fu effettuato il 6 maggio 2011 ed era una Tac che evidenziò una grossa formazione cistica evidentemente di non univoca definizione diagnostica (...) Peraltro è frequente che il corpo estraneo non venga rilevato finché non dà sintomi (...) pertanto il 'ritardo' e l'equivoco diagnostico erano giustificati. In ogni caso a partire dalla Tac del 6 maggio 2011 le possibilità trattamentali sarebbero state limitate considerate le notevoli dimensioni che nel 2012 portavano i chirurghi a ritenere il paziente inoperabile". E "che l'intervento fosse ad altissimo rischio è purtroppo testimoniato dal fatto che, allorché questo venne effettuato, non permise la rimozione della massa ed ebbe esito infausto con decesso avvenuto a soli due giorni dal trattamento e in costanza di ricovero".

Secondo il tribunale, quindi, tutti i problemi di salute del paziente e la sua morte "sono conseguenza dell'originaria derelizione della garza". Da qui la condanna per Villa Maria Eleonora a risarcire la famiglia di di M. S.

Fonte: PalermoToday.it

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