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“Vuoi vedere il bambino? Chiedi a Papa Francesco”, la denuncia dell'associazione Genitori per sempre

Un associato deriso dopo l'inaugurazione della panchina blu davanti al Tribunale. Il portavoce Paolo Micali: “Quello che è accaduto è grave ma è un piccolo assaggio di tutto ciò che subiscono  i nostri bambini a cui viene negato il diritto di avere e amare un padre. Chiediamo l'intervento dei servizi sociali”

 “Il mondo ha bisogno di padri”. Firmato Papa Francesco. E’ la scritta sulla panchina blu inaugurata un paio di giorni fa davanti al tribunale di Messina dall’Associazione Genitori per sempre per sensibilizzare sull’esigenza di non trasformare i conflitti di coppia in una guerra che costringe i bambini a rinunciare all’amore di entrambi i genitori.

Quella stessa scritta è stata utilizzata però per deridere un papà che ha chiesto all’ex compagna di poter veder il proprio bambino. E’ accaduto poche ore dopo l’inaugurazione della panchina.

Lo denuncia la stessa associazione. “Si tratta di un nostro socio – spiega Paolo Micali, portavoce di “Genitori per sempre” -  ha chiesto all’ex compagna di poter vedere il bambino e per tutta risposta gli ha scritto "chiedi a papa Francesco", con chiaro riferimento alla nostra dedica sulla targhetta della panchina”.

Un messaggio sprezzante che l’associazione ha voluto postare sul proprio profilo facebook. “Sì, perché la signora – continua Micali - ha anche aggiunto emoticon con molte risate, in segno di spregio. Siamo rammaricati per questa situazione, il nostro associato ha presentato diverse denunce nel tempo ma fino ad ora sono state sempre archiviate. Non si può più sorvolare oltre su queste vicende perché il problema non riguarda solo i genitori ma i nostri figli che non hanno strumenti per difendersi. Quanto è accaduto è grave ma è solo un piccolo assaggio di quello che subiamo sia noi che i nostri bambini”.

La panchina inaugurata in occasione della festa del papà ha avuto il sostegno del consiglio dell’Ordine degli avvocati, del Comitato pari opportunità degli avvocati,  del Garante per l’Infanzia e del Comune di Messina. “Siamo felici per le coscienze che siamo riusciti a smuovere su questo tema – continua Micali – abbiamo ricevuto tante telefonate di incoraggiamento e sostegno. Siamo stati contattati da tante altre realtà associative che come noi si battono per  ottenere l’uguaglianza genitoriale.  Pari dignità e pari diritti sono ora più che mai necessari. Il nostro appello va soprattutto ai servizi sociali che hanno il dovere di intervenire e da subito diamo massima disponibilità come associazione a tutela dei più piccoli. Quello che è accaduto è grave ma è un piccolo assaggio di tutto ciò che subiscono  i nostri bambini a cui viene negato il diritto di avere e amare un padre. Cosa si meriterebbe un genitore come questo? A voi i commenti. Noi ci saremo sempre! Mi piace concludere con quello è ormai diventato il nostro slogan nazionale: cuore di papà = cuore di mamma”.

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