Morte Viviana e Gioele, la famiglia vuole ripartire da zero: verso la nomina di un nuovo medico legale

Gli avvocati Mondello e Venuti puntano su ulteriori riscontri per risolvere il giallo di Caronia. Dai periti della Procura chiesti altri trenta giorni per depositare i risultati dell'autopsia sulla 43enne

La bara con i resti del piccolo Gioele

Si ripartirà da zero per cercare di capire cosa ha provocato la morte di Viviana Parisi e del figlioletto Gioele. Questa l'intenzione della famiglia Mondello, dopo le dichiarazioni del procuratore Cavallo circa l'impossibilità di arrivare a capire con esattezza cosa ha ucciso il bimbo. Nei prossimi giorni verrà quindi affidato l'incarico ad nuovo medico legale per ulteriori analisi sui due corpi con l'obiettivo di trovare finalmente una risposta a quello che ormai tutti chiamano il giallo di Caronia. Il professionista sarà coadiuvato dal lavoro di un anatomopatologo già individuato. L'intenzione è quella di condurre nuovi accertamenti sui resti della 43enne e del bimbo, mettendo sotto la lente d'ingrandimento anche le modalità con cui sono state condotte finora le perizie.

Giallo di Caronia, tutti gli interrogativi ancora senza risposta

La famiglia non vuole rassegnarsi alle ricostruzioni finora avanzate. Da qui l'ulteriore mossa degli avvocati Claudio Mondello e Pietro Venuti per i quali restano valide le perplessità già espresse in precedenza e che hanno portato alla richiesta, lo scorso 21 ottobre, di nuovi riscontri alla Procura su rami e foglie che coprivano parzialmente il corpo di Viviana Parisi. Ma a distanza di due settimane in merito non è arrivata alcuna risposta. E così si riparte dalle dichiarazioni del procuratore Angelo Cavallo che nei giorni scorsi ha di fatto scartato l'ipotesi aggressione come causa della morte.

Gli avvocati: "Viviana non ha ucciso Gioele, basta con le ipotesi"

Intanto, le due salme restano a disposizione degli investigatori. Il collegio dei periti nominati dalla Procura, composta dai medici legali Elvira Ventura Spagnolo e Daniela Sapienza e dall'entomologo Stefano Vanin, hanno chiesto una proroga di trenta giorni prima di depositare i risultati dell'autopsia sul corpo di Viviana Parisi. I professionisti sono in attesa di dati derivanti dalle analisi tossicologiche e dalle indagini di carattere psicologico effettuate in precedenza.

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