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Martedì, 18 Giugno 2024

Giampilieri, 14 anni fa l'alluvione: 37 morti e un territorio che grida ancora vendetta

L’ultima frana a Bardonecchia, nome che conoscevo solo per una celebre e divertente canzone di Giorgio Gaber, è scivolata via nel silenzio. Avanti un’altra notizia. Tanto sono stati anche fortunati, nessun morto. Ma le immagini che sono passate davanti agli occhi appena un mese fa, non erano solo impressionanti come la colata di fango, erano un monito da troppo tempo inascoltato su quanto i territori siano vulnerabili. Costantemente minacciati dalla prepotenza della natura ma anche dalla vanità della politica che prima sul disagio, poi sul mancato controllo, poi perfino sulle macerie riesce a trovare la linfa per continuare ad alimentare debordanti bisogni. Di quelli si nutre.

Soprattutto in Sicilia, territorio che vive perennemente a contatto con le catastrofi per niente naturali come quella di Giampilieri di cui ricorre oggi il 14esimo anniversario. Era  il primo ottobre 2009.  Piogge torrenziali si rovesciarono nella costa ionica flagellando Giampilieri Superiore, Scaletta Zanclea, Molino, Altolia provocando 37 morti. Nessun colpevole però. Neanche quella politica accusata di aver abbandonato il Villaggio e di non aver  speso i fondi già assegnati per la prevenzione. Oggi a 14 anni da quelle scene apocalittiche, Giampilieri è più sicura ma il 94 per cento dei comuni in tutta Italia deve fare i conti con frane e alluvioni. In 50 anni (dal 1972 al 2021) - ha documentato un recente dossier dell'Ispra - le frane hanno causato 1071 morti, 10 dispersi e 1.423 feriti in tutta Italia. Oggi ricordiamo quelli di Giampilieri ma appena tre giorni fa l’anniversario è passato sotto silenzio per le vittime  dell’alluvione  all’Annunziata, quella  famiglia Carità spazzata via in un torrente la sera del 27 settembre di 24 anni fa.

Anche queste vittime non sono mai state risarcite e gridano vendetta. Lo stesso grido che si leva dai territori abbandonati. Perché se il villaggio di Giampilieri è “salvo” così non si può dire del territorio di Messina con i suoi torrenti o di Saponara, dove dodici anni fa, il 22 novembre 2011, morì il piccolo Luca Vinci di appena dieci anni e Giuseppe e Luigi Valla, padre e figlio di 50 e 20 anni. Non vi dimenticheremo restano solo belle parole di chi non ha strumenti, di quei pochi che combattono a mani nude contro chi infesta le istituzioni da anni omettendo l’adozione dei provvedimenti necessari alla tutela del territorio, ignorando la funzione che rivestono e gli obblighi che ne discendono e offende l’intelligenza delle persone e la sensibilità delle vittime e dei loro superstiti proponendo progetti faraonici che servono ad arricchire solo chi li propone o li scrive. Ma sia chiaro che non potrete accogliere con stupore il prossimo disastro: nessuno può sapere chi saranno le vittime ma sappiamo di certo chi sono i colpevoli.

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