Cronaca Lipari

A Ginostra si sbriciola il costone della paura, lavori fermi al palo: Sos degli abitanti

La nota ai vertici della protezione e al ministro Musumeci del Comitato “Per Ginostra” e di altri cittadini. Sotto la lente gli interventi per il “Consolidamento costone e scogliere fronte mare”

Preoccupazione e proteste per la sicurezza a Ginostra. Sotto la lente, ancora una volta, il “Consolidamento costone e scogliere fronte mare” finanziati dalla Protezione civile con 3.800.000 euro nell’ambito dell’emergenza Stromboli 2019.

Il Comitato “Per Ginostra” e altri cittadini con una nota indirizzata a diversi organismi istituzionali nazionali, regionali e locali tra i quali il ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci, il capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio e il presidente della Regione, Renato Schifani, segnalano “viva apprensione su progettazione ed esecuzione lavori, a nostro avviso, non idonei a raggiungere l’obbiettivo del consolidamento costone e scogliere fronte mare in località Ginostra-Isola di Stromboli- del Comune di Lipari”.

Ad riaccendere gli animi la recente nota dell’ufficio regionale del Genio Civile di Messina che il 26 aprile ha evidenziato come per “vari motivi tecnici ed economici non vi è all’interno di questo finanziamento alcuna intenzione di rivedere ed integrare il progetto di messa in sicurezza del costone roccioso di Ginostra” che il Comitato ritiene assolutamente non idoneo a mettere in sicurezza i luoghi.

Da anni gli abitanti segnalano la situazione di pericolo venutasi a creare a Ginostra, nell’isola di Stromboli, per il lento e inesorabile scivolamento del costone roccioso su cui poggia parte del villaggio. Frane e scivolamenti accentuatisi negli ultimi anni anche a causa dell’attività dello Stromboli. Costone su cui passa l’unica strada, via di fuga, che conduce all’approdo di Protezione Civile e che sovrasta lo stesso approdo. Le continue frane negli anni hanno portato anche all’interdizione di alcune abitazioni, l’ultima ordinanza comunale è successiva alla frana del 23 novembre 2021 che lambì una casa, e all’interdizione del monumento ai caduti.

A febbraio 2022 – ricostruisce la nota - il Genio Civile di Messina, a firma del dirigente Nicola Alleruzzo, rispondeva alla Protezione Civile Regionale ed al Presidente della Regione che non vi era necessità di intervenire in quanto i lavori di messa in sicurezza del costone e quindi delle abitazioni e delle varie strutture pubbliche sarebbero cominciati entro lo stesso mese in cui scriveva e manifestava la preoccupazione che eventuali lavori di somma urgenza avrebbero potuto interferire con quelli previsti.

“La notizia fu appresa con grande entusiasmo – scrivono gli abitanti - ma la triste realtà è che ancora oggi, fine aprile 2023, nei lavori in corso continua a non essere previsto nel progetto redatto, (tra l’altro senza aver mai eseguito, almeno per quanto a conoscenza della comunità, un accurato sopralluogo delle zone interessate durante l’iter progettuale cha ha portato alla gara d’appalto) nessuno intervento ove vi è stata la frana del 23 novembre 2023 se non la posa di una rete che non servirà a nulla dato il terreno friabile a sostegno di significativi strati rocciosi su cui insistono anche le abitazioni”.

L’appello a Musumeci è di supervisionare la questione e di valutare, insieme al commissario per l’emergenza ed agli altri Enti coinvolti ed ai progettisti “nelle more di eventuali e più cospicui e risolutivi interventi, che pur utilissimi da perseguire richiederebbero però tempi lunghissimi, con una modica spesa da recuperare con eventuali somme a disposizione dell’Ente a causa del forte ribasso o in mancanza con un intervento di somma urgenza che si ritiene opportuno per evitare imminenti pericoli o per altre vie, una variante urgentissima al progetto che preveda un reale consolidamento del costone attraverso delle opere di sottomurazione a gradini con massi naturali al fine di bloccare lo scivolamento dello stesso e successivamente procedere alla posa delle reti, che altrimenti non servirebbero allo scopo”.

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