Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

Giornalista fermato dalla polizia, doveva documentare la manifestazione ecologista: solidarietà di Ordine e sindacati

È accaduto a Fabrizio Bertè, perquisito e trattenuto dalla Digos. Al suo fianco anche il Comitato No Ponte: "Riteniamo che questo sia stato un attacco alla libertà di cronaca e al pluralismo dell’informazione che è esercizio di democrazia". Presentata una interrogazione al ministro

Si accingeva a documentare la manifestazione di protesta che si sarebbe svolta da lì a breve, quando è stato bloccato agli agenti di polizia, perquisito e portato in questura. E' accaduto al giornalista Fabrizio Bertè a cui è stato contestato di essere in compagnia di un uomo "noto per aver posto in essere nel recente passato manifestazioni non preavvisate con gravi ripercussioni sull’ordine pubblico".

Bertè avrebbe dovuto seguire per Repubblica la protesta che posi si è effettivamente svolta poco dopo le 10.30 promossa  da “Ultima Generazione” a sostegno della  campagna “Fondo Riparazione”.

I manifestanti chiedevano che di fronte agli incendi che hanno devastato la Sicilia, le catastrofi climatiche che si sono abbattute anche in questi giorni sul Paese, i soldi che il governo ha stanziato per il Ponte sullo Stretto vengano utilizzati per la messa in sicurezza del territorio. 

Sulla vicenda si è registrata la solidarietà dell'Ordine dei giornalisti, dei sindacati e del Comitato No ponte Capo Peloro.

La solidarietà del comitato no ponte

"Oggi sei cittadine e cittadini aderenti alla campagna Fondo riparazione, promossa da Ultima Generazione, hanno effettuato un'azione di disobbedienza civile nonviolenta in Via Giuseppe Garibaldi altezza Via Loggia dei Mercanti. La protesta è cominciata alle 10.45 ed è finita alle 11.30 quando sono arrivate le forze dell'ordine che hanno sgomberato la carreggiata. Prima dell’inizio dell’azione è stato fermato il giornalista Fabrizio Bertè di Repubblica che è stato trattenuto senza valido motivo per due ore in Questura. Riteniamo che questo sia stato un attacco alla libertà di cronaca e al pluralismo dell’informazione che è esercizio di democrazia".

L’Ordine dei giornalisti di Sicilia

“L'Ordine dei giornalisti Sicilia esprime solidarietà al collega Fabrizio Bertè, fermato e perquisito oggi dalla Digos, quindi trattenuto in questura e rilasciato dopo circa due ore. L'accaduto mentre il giornalista stava recandosi in via Garibaldi a Messina per documentare una manifestazione di protesta di aderenti alla campagna "Fondo riparazione" promossa dal movimento Ultima generazione. Il giornalista, mentre stava parlando con uno degli aderenti all'iniziativa, è stato portato in questura, sottoposto a perquisizione e rilasciato dopo un paio d'ore. La sequenza dei fatti ha materialmente impedito a Fabrizio Bertè di svolgere il suo lavoro. Un episodio su cui l'Odg Sicilia chiede sia fatta luce, ribadendo ancora una volta che il diritto di cronaca è sancito dall'articolo 21 della Costituzione”.

L'intervento di Figec

La Figec di Messina (Federazione italiana giornalismo e editoria) esprime piena solidarietà al collega di Repubblica, Fabrizio Bertè, perquisito e trattenuto dalla Digos negli uffici della questura, “reo” di svolgere appieno il diritto-dovere di cronaca cui ogni giornalista è chiamato a rispondere nell’ambito di una professione sottoposta, mai come ora, a continue intimidazioni tese a mettere il guinzaglio all’informazione. Il giornalista, infatti, stava parlando con un attivista di “Ultima generazione” per documentare la manifestazione di protesta che si sarebbe svolta da lì a breve, quando è stato fermato dagli agenti a cui non è bastata la consegna dei documenti di identità, compreso il tesserino di iscrizione all’Ordine dei giornalisti e nemmeno la disponibilità a fare perquisire lo zaino. Figec, nel ribadire pieno rispetto del lavoro delle Forze dell’Ordine, chiede uguale rispetto per il lavoro di chi fa giornalismo in maniera corretta al servizio dei cittadini.

L’Associazione della stampa

“Stamane a Messina agenti della Digos hanno impedito l’esercizio del diritto di cronaca al giornalista Fabrizio Bertè del quotidiano La Repubblica. Il cronista si stava recando in via Giuseppe Garibaldi, all’altezza di via Loggia dei Mercanti, dove era prevista, alle 10,45, una manifestazione di protesta di aderenti alla campagna ‘Fondo riparazione’, promossa da Ultima generazione. Il giornalista è stato fermato in largo Seggiola, mentre stava parlando con uno degli aderenti all’iniziativa di protesta nonviolenta, e portato in questura. Bertè è stato sottoposto a perquisizione. E’ stato rilasciato dopo due ore. Il giornalista ha più volte sottolineato che il fermo non gli permetteva di esercitare il diritto di cronaca. L’Associazione siciliana della stampa, nell’esprimere la piena solidarietà al collega, chiede che sia fatta piena luce su questo episodio che sembra configurarsi come un impedimento all’attività giornalistica garantita dalla Costituzione”.

Fratoianni (Verdi Sinistra): "Grave intimidazione, presentata interrogazione al ministro"

Trovo francamente incredibile quanto accaduto ieri a Messina dove un giornalista di Repubblica è stato fermato e trattenuto per alcune ore in questura, impedendogli di seguire una manifestazione ambientalista. Vorremmo  ricordare che siamo in uno Stato democratico e il ruolo dell’informazione è assolutamente prezioso e da tutelare.  Se qualcuno pensa, con azioni intimidatorie o pretestuose di compiacere chi attualmente è al governo si sbaglia di grosso. Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, parlamentare dell’Alleanza Verdi Sinistra sull’episodio avvenuto ieri a Messina al giornalista di Repubblica Fabrizio Bertè. Chiederemo con un interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno - conclude il leader di SI - di chiarire la vicenda, e ci aspettiamo che il questore di Messina chieda scusa al giornalista e siano presi i provvedimenti necessari  sia nei confronti degli autori dell’azione di ieri che per evitare che in futuro si ripetano. 

Preoccupazione della Cgil

La Cgil Messina con il segretario generale Pietro Patti intende esprimere solidarietà al giornalista Fabrizio Bertè, cronista del quotidiano “la Repubblica”, per quanto accaduto lunedì mattina a Messina. “Una solidarietà doverosa – dichiara Patti – nei confronti di un lavoratore, di un giornalista per un episodio grave che lo ha coinvolto nell’esercizio della propria professione e del diritto di cronaca. Auspichiamo che su quanto si è verificato, da considerare inaccettabile, sia fatta al più presto chiarezza e che tale preoccupante fatto non si ripeta più”.

articolo modificato alle12.15 del 7 novembre 2023 e alle 13 di giorno 8 // aggiunta solidarietà Verdi Sinistra e Cgil

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