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La morte del piccolo Giovanni Cucinotta, dopo tre anni a giudizio due medici

Si tratta del ginecologo che ha ricoverato la mamma e l'ha seguita durante tutta la gravidanza e la dottoressa presente in sala parto, all'ospedale Papardo. L'udienza è stata fissata per il 19 febbraio

Arriva dopo tre anni il rinvio a giudizio per la morte del piccolo Giovanni Cucinotta. Tre anni sarebbero anche quelli che il bimbo avrebbe avuto oggi se non fosse morto dopo soli quattro giorni di vita  il 21 settembre 2017.

A processo andranno due medici indagati per omicidio e lesioni colposi, in concorso. Si tratta del medico che ha ricoverato la mamma e l'ha seguita durante tutta la gravidanza e la dottoressa presente in sala parto, all'ospedale Papardo. L'udienza è stata fissata per il 19 febbraio.

La decisione del giudice Fabio Pagana dopo l’udienza di giovedì 15 ottobre e dopo anni di attesa e rinvii dalla denuncia dei genitori Valentina Sidoti e Lucio Cucinotta che vivono ad Oliveri.

Valentina era alla sua prima gravidanza, viene ricoverata alla 39esima settimana ma già dall’ottavo mese erano insorti dei problemi legati al diabete gestazionale. Giorni difficili che l’hanno vista ripetutamente andare al Papardo e poi ritornare a casa fino a quando non si decidono a ricoverarla. Il giorno dopo, il 17 settembre si rompono le acque e la donna viene portata in sala parto. Un travaglio complicato che vede accanto anche il marito che racconterà più volte di come il bimbo sia rimasto incastrato e si manovre eseguite sulla moglie senza successo. Il bimbo nasce gonfio e tutti nero, ricordano i genitori. Oltre quattro chili e 700 grammi di peso, davvero troppi per un parto naturale. Giovanni viene trasferito al Policlinico di Messina per un trattamento ipotermico: la diagnosi di ingresso era di asfissia perinatale e le condizioni cliniche definite già "gravi. Morirà quattro giorni dopo.

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