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Cronaca

Maratona di New York, il messinese Arruzzoli conquista Central Park: "Volere è potere"

Il runner di ritorno dalla corsa più famosa di tutto il mondo racconta la sua prima esperienza nella Grande Mela. "Un'emozione immensa aver partecipato alla competizione, con il supporto di mia moglie e dei miei figli"

Tenacia, passione, forza di volontà e tanta determinazione. Sono stati questi i sentimenti, insieme alla lunga e impegnativa preparazione fisica, che hanno accompagnato Giustino Arruzzoli, il runner messinese che ha partecipato domenica 6 novembre alla maratona di New York. "Un'esperienza fantastica che mi ha caricato di sensazioni ed emozioni uniche che sto ancora mettendo a fuoco man mano che i giorni passano",racconta Giustino, appena rientrato nella città dello Stretto.

Un percorso di 42 chilometri e 195 metri per attraversare cinque fra i più importanti distretti della Grande Mela, partendo da Staten Island, con arrivo a Central Park, dove Giustino ha tagliato il traguardo in 4 ore e 38 minuti. "Un risultato che mi inorgorglisce, perché la gara è molto difficile e richiede tanta determinazione per essere portata a termine - racconta il runner - Il percorso alterna salite e discese, e la giornata particolarmente calda e umida ha reso necessario ristorarsi diverse volte nel corso della competizione". 

Oltre alla forza fisica e alla preparazione atletica, infatti, è necessario avere grande resistenza e controllo di sé. "Non sono mancate le difficoltà, ma le mie gambe volevano andare avanti a tutti i costi - prosegue Giustino - Nel corso della gara ho avuto forti dolori alla pancia che non mi hanno però allontanato dal voler tagliare il traguardo e senza la concentrazione mentale nel perseguire il mio obiettivo non ce l'avrei fatta". 

Ad animare l'atleta anche il pubblico che ha assistito alla competizione fra le strade di New York offrendo grande supporto ai partecipanti. "Noi runners ci trovavamo circondati da una calorosa folla di tutte le età che ci supportava come poteva, con striscioni, cori o semplicemente con un sorriso - aggiunge ancora Giustino - Persone sconosciute che ci davano tanta motivazione e gioia". La maratona offre ai partecipanti la possibilità di percorrere le strade di una città dai tanti volti e dalle diverse culture. 

"Il calore della maggior parte dei distretti andava in contrasto con la freddezza degli abitanti del quartiere ebraico ortodosso - spiega ancora Giustino - Dove invece la competizione si è svolta in rigoroso silenzio". Ad aspettare l'atleta al termine del percorso la moglie e i figli, volati con lui in America per sostenerlo in questa seconda sfida, dopo quella della maratona di Roma. 

"Gli ultimi metri li ho percorsi nelle lacrime, dopo aver visto la mia famiglia urlare il mio nome - dice ancora Giustino - Per me è stato un successo immenso essere arrivato fin là". Prossime sfide? "Forse la partecipazione ancora una volta alla maratona con mio figlio, quando compirà 18 anni.. chissà", ha concluso. 

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