Cronaca Barcellona Pozzo di Gotto

Gotha 6, l'Accusa chiede l'ergastolo per la maggior parte degli imputati

Ad eccezione del trentunenne Antonino Calderone e di Aurelio Micale il procuratore aggiunto Di Giorgio e il sostituto Massara hanno richiesto il carcere a vita per vertici e killer di Cosa nostra barcellonese

Ergastolo per tutti ad eccezione di Antonino Calderone, classe '88, e del collaboratore Aurelio Micale. Il processo Gotha 6 sugli omicidi della mafia barcellonese è arrivato alle richieste dell'accusa rappresentata dal procuratore aggiunto Vito Di Giorgio e dal sostituto Francesco Massara. Tra gli imputati vertici e killer di Cosa Nostra di Barcellona Pozzo di Gotto, a Palazzo Piacentini si sta ricostruendo un ventennio di omicidi e spietate esecuzioni mafiose nel barcellonese. 

L'accusa ha richiesto in totale 30 ergastoli per 8 dei 10 imputati, Antonino Calderone (classe 1975), Giovanni Rao, Salvatore Di Salvo, Domenico Chiofalo, Carmelo Giambo', Pietro Nicola Mazzagatti, Angelo Caliri, Giuseppe Gullotti. La richiesta per Antonino Calderone (classe 1988) è di 24 anni e 18 anni per il collaboratore di giustizia Aurelio Micale.

L’operazione “Gotha 6” risale 2016, rappresenta il sesto capitolo d’inchiesta sulla famiglia mafiosa barcellonese. Le indagini, coordinate dai sostituti procuratori della Direzione distrettuale antimafia Vito Di Giorgio ed Angelo Cavallo, hanno puntato i riflettori su mandanti ed esecutori di 17 omicidi ed un tentato omicidio avvenuti tra il 1993 ed il 2012 nel barcellonese. All’udienza preliminare dei 18 indagati, dieci scelsero il rito ordinario ed il processo è in corso di svolgimento in Corte d’assise, mentre altri otto proseguirono con l’abbreviato. 

Ad aggiungere ulteriori tasselli per completare il quadro delle indagini svolte dai carabinieri del Ros, furono le dichiarazioni rese da diversi collaboratori di giustizia, che svelarono i retroscena di omicidi e agguati, per alcuni dei quali, era calato il sipario del silenzio. Raccontarono che l’organizzazione puniva chi spacciava, compiva furti senza autorizzazione o teneva per sé i proventi delle estorsioni. Una lunga galleria di morti ammazzati con inizio a 24 luglio 1993, nei pressi dell’ospedale psichiatrico di Barcellona, dove furono tre giovani Sergio Raimondi, Giuseppe Martino e Giuseppe Geraci ed andata avanti fino al 2009 con l’uccisione di Carmelo Mazza avvenuta nel marzo 2009. Nel mezzo numerosi agguati mortali e cruente esecuzioni come, per esempio, l’uccisione di Antonino Sboto avvenuta il 3 maggio 1999 a Barcellona. Sboto era un giovane che fu trovato con le mani mozzate. L’inchiesta si è anche occupata dell’attentato al boss Domenico Tramontana ucciso a colpi di pistola mentre era a bordo di un’Audi TT il 4 giugno 2001 a Calderà. 

In Corte d'Assise prosegue spedito Gotha 6


 

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