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Cronaca

Progressione economica all'Asp, i sindacati allo "scontro": la Fp Cisl intende rivolgersi alla magistratura

Dopo la nota delle Funzioni Pubbliche di Cgil e Uil in merito alla graduatoria Peo dell'azienda sanitaria provinciale arriva la replica molto accesa della terza sigla confederale

Sulla graduatoria Asp per la progressione economica orizzontale è "scontro" aperto, l'ennesimo, tra Cgil e Uil da un lato e Cisl dall'altro. Le prime due organizzazioni nei giorni scorsi avevano scritto all'azienda sanitaria provinciale sottolineando come fossero stati inseriti dipendenti privi dei requisiti necessari per la scalata della Peo e che tra gli altri risultava collocata una dirigente di un'importante organizzazione sindacale in distacco al 100% dall'orario di lavoro. 

Graduatoria Peo Asp, Cgil e Uil all'attacco

"Siamo sicuri che eventuali errori saranno adeguatamente rivisti ma non siamo d’accordo nel fare invalidare una graduatoria che può portare ristoro a tanti lavoratori": è la risposta della segretaria generale della Cisl Fp, Giovanna Bicchieri, dopo la nota congiunta di Fp Cgil e Uil Fpl alla direzione dell’Asp con la quale richiedono il riesame della graduatoria della progressione economica orizzontale. "La Peo è un diritto e non si comprende quale sia lo spirito di due organizzazioni sindacali quando puntano il dito contro coloro che godono di diritti di legge e distacchi di cui loro stessi godono. Dietro la richiesta di riesaminare la graduatoria c’è solo un vile attacco personale. Per fini meramente personali attaccano uno strumento che i lavoratori hanno perso già per ben due anni perché le stesse sigle hanno presentato ricorso in Tribunale per fare revocare l’accordo raggiunto per il pagamento degli anni 2018 e 2019. Noi abbiamo fiducia nell’Asp e nel lavoro svolto dal personale amministrativo che si è impegnato con grande diligenza per attribuire finalmente la fascia economica orizzontale a tutti i lavoratori dell’azienda sanitaria. Invitiamo l’Asp a proseguire l’iter del pagamento Peo tanto atteso dai lavoratori". Restiamo comunque in attesa dell’ennesimo riscontro di una guerra personale - conclude la Fp Cisl - attuata attraverso lo schermo del sindacato e sui media, nel frattempo sarà la magistratura a giudicare se sussistano gli estremi della diffamazione a mezzo stampa".

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