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Cronaca

Grattacielo Avignone, la realizzazione della "torre" è regolare: assolti progettista e proprietari

Una vicenda che ha alimentato il dibattito in città e su cui il giudice ha posto la parola "fine" dando ragione al progetto e non a Comune e Soprintendenza

I lavori per la realizzazione del "grattacielo Avignone" sono stati comunicati nelle modalità e nelle tempistiche coerenti al Comune di Messina e non è stato prodotto alcun danno rispetto a edifici sottoposti a vincolo della Soprintendenza. A mettere nero su bianco la sentenza che scagiona i proprietari Antonino Sobbrio e Salvatore La Galla e il progettista Sergio La Spina è stato il giudice Marcello Cipri che ha assolto gli imputati. 

Messina avrà il suo primo grattacielo, tutto pronto per costruire la "Torre Imperiale"

I fatti risalgono al periodo compreso fra il 15 dicembre 2017 e gennaio 2018. Due le accuse che il pm aveva avanzato nei confronti dei tre imputati, cioè quella di aver realizzato lavori di demolizione su manufatti dell'immobile, posto all'isolato 96 fra via degli Orti, via Cesare Vattisti e via Aurelio Saffi, senza il permesso di costruire rilasciato dal Comune di Messina perché scaduto e quella di aver realizzato opere ricadenti in zona sottoposta a vincolo paesaggistico omettendo di comunicare in tempo utile l'avvio dei lavori alla Soprintendenza per consentire l'esercizio della vigilanza. 

Sulla vicenda si era pronunciato anche l'allora assore regionale ai beni culturali Vittorio Sgarbi, che nel corso di una visita istituzionale alla città di Messina, si era recato nei pressi della struttura inveendo contro i progettisti e dichiarando apertamente che la realizzazione della struttura violava la legge. 

Ma a gridare allo scandalo rispetto all'avvio dei lavori erano stati i residenti della zona che avevano prontamente denunciato alle autorità competenti quanto stava accadendo. Da lì un caos mediatico che l'avvocato Filippo Barbera, difensore di Sergio La Spina, ha definito come "troppo rumore per nulla". 

La difesa, composta anche dai legali Giuliano e Giuseppe Satta e Antonella Russo, hanno sostenuto non soltanto che la data di comunicazione dell'avvio dei lavori era stata depositata al comune di Messina in data antecedente la demolizione delle opere non sottoposte a vincolo, ma anche che il progetto della "Torre Avignone" prevederà la ricostruzione per anastilosi del porticato di interesse storico-architettonico. Tutti gli altri edifici già smantellati non sono di interesse storico-architettonico. 

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