Lunedì, 22 Luglio 2024
Cronaca

"Hotel Liberty, la residenza universitaria che costa più di una stanza in affitto": la denuncia degli studenti

Tariffe che superano i 300 euro per metà dei posti messi a disposizione. Il candidato a Rettore Limosani e la Cgil a fianco dell'associazione

Tariffe insostenibili per la maggior parte degli studenti che smentiscono le finalità per cui è stato pensato. Il "Residence Liberty" rappresenta un lusso per la maggior parte dei ragazzi. A denunciarlo l'Unione degli Universitari. 

"IIeri è stata pubblicata la procedura per l’assegnazione dei nuovi 102 posti letto (in camera doppia) nel nuovo “residence Liberty”, fortemente pubblicizzato dall’Università di Messina. Sembrerebbe una buona notizia, ma purtroppo la vergognosa scelta dell’Amministrazione si nasconde nelle modalità. Come avevamo iniziato a denunciare con l’inizio dell’anno accademico (precisamente il 20 agosto, il 14 settembre e la protesta del 26 settembre), quello che temevamo si è puntualmente realizzato, alla faccia delle rassicurazioni del Direttore e dell’Amministrazione", si legge in una nota. 

"La tariffa ordinaria è stata fissata a 325 euro mensili. Sono previste agevolazioni - assolutamente insufficienti - per chi è idoneo non assegnatario nella graduatoria per il servizio abitativo ERSU (cioè chi non può permettersi di pagare un affitto), che prevedono una tarriffa “agevolata” pari a: 230 euro mensili per i primi dodici posti assegnati,  e di 275 euro mensili per i successivi quaranta posti (e gli altri 50 posti a 325 euro?). Cifre assolutamente inaccettabili, paragonabili al settore privato, che non tutelano il diritto allo studio degli studenti, la volontà ci è ormai chiara ed è una vergogna: lucrare sulle spalle di studentesse, studenti e famiglie, approfittando della necessità di ragazze e ragazzi che si ritroveranno ad accettare queste condizioni", prosegue. 

"Abbiamo manifestato il nostro profondo dissenso più volte, non siamo stati ascoltati. Lo ribadiamo, i fondi della missione 4 del PNRR, dovevano essere investiti sull’istruzione pubblica e su residenze realmente pubbliche. Così non è accettabile. Approfittiamo della campagna elettorale appena cominciata per lanciare un invito amaro: i candidati alla carica di Rettore dicano una parola chiara su queste modalità, che offendono la comunità studentesca. Così non è sostenibile, questa vicenda continuerà ad essere una battaglia dell’UDU, di certo non resteremo a guardare mentre veniamo presi in giro così platealmente", conclude l'UDU. 

Cgil e Flc: "Alla faccia del diritto allo studio" 

“Nonostante le rassicurazioni da parte  dell’amministrazione universitaria che ha, in più occasioni, ribadito l’importanza e la centralità degli studenti nella vita dell’intero ateneo, in ciò che davvero conta, queste dichiarazioni non sono seguite  da fatti concreti”, a dichiararlo il segretario generale della Cgil Messina Pietro Patti e la segretaria generale della Flc-Cgil Messina, Patrizia Donato, al fianco degli studenti dell’Udu di Messina sulla  nuova residenza universitaria hotel Liberty ed altri aspetti della  riguardano la comunità studentesca. 

La Cgil, con la categoria sindacale della conoscenza, puntano i riflettori su due esempi eclatanti.  “Il primo – dicono Patti e Donato - la clamorosa esclusione degli studenti dalla competizione elettorale, sancita con il voto contrario da parte del Senato Accademico che ha espresso parere negativo alla modifica di un regolamento responsabile di far contare poco o niente il voto degli studenti nella elezione del nuovo Rettore”.

“Sarebbe stato davvero un bel segnale – osservano il segretario della Cgil e la segretaria della Flc Messina - accogliere una richiesta più che legittima da parte degli studenti che hanno pieno diritto di partecipare attivamente alla vita universitaria, se non altro, proseguono il segretario Cgil e la segretaria Flc, avrebbe rappresentato un chiaro gesto di discontinuità con l’amministrazione precedente proiettando l’Ateneo verso una nuova gestione più democratica, aperta e condivisa”.

Per la Cgil e la Flc, altro elemento preoccupante, che fa emergere lo scollamento tra le scelte dell’ateneo e le esigenze reali degli  studenti, è l’ennesimo schiaffo ai fuorisede che studiano nell’ateneo  messinese. “Con la pubblicazione delle modalità di assegnazione degli alloggi nel 
nuovo residence Liberty – dichiarano Patti e Donato - si confermano i sospetti denunciati in più occasioni dagli studenti che su questi nuovi posti letto l’ateneo volesse fare cassa. Le agevolazioni proposte, non sono soltanto in numero insufficiente rispetto all’effettivo fabbisogno, ma le cifre di affitto agevolato rimangono comunque molto alte e rischiano di essere proibitive per gli studenti fuorisede, alla faccia del diritto allo studio sancito dalla nostra costituzione. Tra l’altro, l’Università non deve fare concorrenza ai privati ma in quanto ente pubblico deve garantire l’accesso ai più bisognosi e alle fasce più deboli”.

"Tutti – ricordano la Cgil e la Flc - hanno diritto di studiare, formarsi, fare pratica e crescere professionalmente, indipendentemente dalle condizioni socio economiche. Non si possono tollerare finte agevolazioni che fanno concorrenza ai privati. La Cgil e la Flc Messina chiedono una chiara presa di posizione, in tal senso, a chi oggi si candida a dirigere l’ateneo". 

Limosani: "Incoerente il numero dei posti a disposizione" 

"Ho seguito la vicenda dell’avviso relativo all’assegnazione dei posti letto resisi disponibili per gli studenti dell’Ateneo presso l’ex Hotel Liberty. Accolgo l’appello dell’UDU che ha chiesto ai candidati a Rettore di esprimere un’opinione su quanto sta avvenendo, anche se in realtà già nel mio programma non mancano riferimenti a questo tema", scrive il candidato a rettore Limosani. 

"Premetto che pure io, come gli studenti, ho avuto contezza dell’indirizzo dell’amministrazione universitaria uscente solo ieri, quando sono stati resi pubblici il tariffario e le modalità per assegnare i posti. Il Senato Accademico, infatti, non ha mai deliberato in materia e già questo - a mio avviso - è un grave vulnus: non credo che l’apertura di una struttura residenziale e, soprattutto la fissazione delle tariffe per i posti letto, debba essere sottratta al confronto politico accademico", prosegue. 

"Ancora più grave, come ribadito in queste settimane dalle associazioni studentesche, è apprendere che l’Ateneo abbia realizzato tale operazione grazie a fondi ottenuti in base a un parametro ben preciso: il numero di idonei inseriti nelle graduatorie ERSU. A fronte di ciò, è quantomeno incoerente che solo metà dei 102 posti realizzati vengano resi disponibili a tariffa “agevolata”. In più, tali tariffe - quelle ridotte e, a maggior ragione, quelle a prezzo pieno - non sono assolutamente coerenti con la situazione economica di chi si trova in testa alle graduatorie ERSU. Ciò anche a fronte di un contributo dell’Ente, pari a 100 euro al mese", continua Limosani. 

"L’avviso pubblicato dall’Ateneo pone, quindi, una problematica urgente, da affrontare nell’immediatezza dell’ insediamento del nuovo Rettore. Occorrerà ricostruire quali atti normativi sono stati adottati e portare la vicenda in Senato, affinché anche i rappresentati degli studenti possano avere piena contezza della situazione. Mettere al centro gli studenti significa renderli protagonisti soprattutto nelle scelte che li riguardano. Ma l’amministrazione uscente, evidentemente, non è stata mai di questo avviso", aggiunge. 

"Il prossimo Rettore dovrà individuare la strada più veloce per modificare le tariffe e i criteri di priorità. Non ultimo, sarà indispensabile un pieno coinvolgimento dell’ERSU nelle scelte che, ovviamente, non potranno mai avere carattere speculativo", conclude Limosani. 

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