Assenteismo all'Iacp, la Giacobbe: "I dipendenti hanno già pagato le sanzioni, rispetto per le famiglie"

Dopo le conferme in Cassazione delle condanne a dodici impiegati dell'ente case popolari il direttore generale sottolinea che il clima è cambiato e che bisogna rispettare le disavventure familiari

"Gli impiegati hanno pagato le loro sanzioni amministrative ed economiche, hanno già espiato i provvedimenti disciplinari di nostra competenza, non commento le condanne penali": a parlare è Maria Grazia Giacobbe, direttore generale dell'Istituto case popolari sulle ultime condanne passate in giudicato di dodici impiegati dell'Iacp coinvolti nell'operazione "Badge Sicuro". "Guardi che il clima all'ente è cambiato - continua la Giacobbe - l'ambiente è sereno, disteso, i rapporti del personale si sono ricompattati, non intendo aggiungere altro visto che le condanne e tutti gli altri aspetti toccano vicende familiari che devono essere rispettate".

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Secondo quanto si apprende qualcuno tra i condannati è stato anche licenziato e ha pagato un conto con la giustizia e con il datore di lavoro, in questo caso l'Iacp, molto salato: segno che non è sempre vero che chi sbaglia non paga mai come si legge spesso nell'era social. Nei giorni scorsi i giudici della Cassazione avevano respinto i ricorsi di dodici impiegati con le condanne di secondo grado trasformate automaticamente in giudicato. Il processo arrivato adesso a conclusione vide l'inchiesta della Guardia di Finanza "esplodere" nel 2012 con un'ottantina di dipendenti sotto inchiesta (in quattro anche arrestati).  Secondo le indagini 81 dipendenti dell'ente su 96 si assentavano dal posto di lavoro recandosi a fare la spesa o al bar. I finanzieri, l'inchiesta venne seguita dall'allora procuratore aggiunto di Messina Sebastiano Ardita e dal sostituto Antoio Carchietti, utilizzarono telecamere nascoste per pizzicare gli assenteisti. 

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