Chiazze di idrocarburi nel mare di Milazzo, il sindaco: “Pretendiamo chiarezza”

Dopo l'intervento della Capitaneria di Porto che ha informato Arpa e Procura di Barcellona, Formica chiede maggiore impegno sulle questioni attinenti la salute. E sullo sviluppo assicura: “Le nostre scelte orientate in direzione opposta, come dimostra l'istituzione dell'Area marina protetta”

“Non è possibile che si verifichino questi eventi senza che si comprendano le cause che le hanno determinate e soprattutto che tutto passi inosservato. Pretendiamo chiarezza, al pari di conoscere quali ripercussioni ci sono state per il nostro mare”.

E' preoccupato il sindaco di Miazzo, Giovanni Formica dopo la scoperta lunedì scorso di chiazze di idrocarburi nella acque di Levante, proprio di fronte la centrale A2A. 

La “scoperta” della Capitaneria di porto che ha rilevato lo sversamento ed ha già informato Arpa e procura di Barcellona con la Guardia Costiera che ha prelevato campioni per analizzare la natura della sostanza inquinante.

Anche il sindaco ha allertato le autorità competenti prendendo posizione sulle scelte complessive che negli anni si sono rivelate penalizzanti per il territorio. “Siamo consci  che lo stato attuale della qualità ambientale di Milazzo e della valle del Mela è stato causato da scelte datate che non hanno tenuto nella debita considerazione alcuni elementi che nel tempo  si sono dimostrati penalizzanti e non forieri di sviluppo - scrive il sindaco in una nota -  Ciò tuttavia non deve rappresentare un alibi a vita e per questo oggi si rende necessario un maggiore impegno che miri a risolvere le questioni attinenti la salute di chi vive in questo territorio. Anche perché ormai le prospettive di sviluppo sono orientate verso una direzione decisamente opposta come dimostra la recente istituzione dell’Area marina protetta”.

Anche gli ambientalisti hanno annunciato un esposto in procura sulla vicenda. Non è certo il primo sulla necessità di ridisegnare lo sviluppo nella Valle del Mela. Proprio nei giorni scorsi l'appello al presidente della Regione di “riadottare” il piano paesaggistico d'Ambito 9 congelato dal Tar, che per le associazioni che difendono il territorio è “la porta sul futuro della Valle del Mela e non solo. È l’opportunità di uno sviluppo libero dai veleni, dal degrado dell’industria pesante e della cementificazione selvaggia”.
 

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