Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca

Il Papardo cambia nome, la proposta: "Si onori la memoria e l'oncologico di Saverio d'Aquino"

In linea con l’iniziativa di Democrazia liberale, il professore Cosimo Inferrera, già prorettore dell’Università di Messina, ha costituito un Comitato pro Saverio per raccoglierne le adesioni. Le motivazioni della scelta

Salvare l’oncologico era l’ultimo desiderio di Saverio d’Aquino. Sette volte deputato nazionale, sottosegretario alla Sanità e agli Interni dall'87 al ‘92, con D'Aquino, scomparso a 69 nel 1997, non è andato via solo uno dei volti storici della politica messinese ma anche una struttura che a Sperone, qualche metro più sopra l’ospedale Papardo, era diventata il fiore all’occhiello dell’oncologia formando decine di medici e personale infermieristico che si sono affermati in tutta Italia e non solo.

Ma l’eredità di D’Aquino, quel Centro tumori più importante del Sud che aveva creato, fu buttata al macero quasi all’indomani della sua morte.

Oggi si chiede di celebrarne almeno la memoria intitolandogli l’ospedale Papardo. “Dai un nome all’ospedale Papardo”, è infatti la campagna partita a luglio che si concluderà il 18 settembre con la nuova denominazione della struttura.  I cittadini stessi potranno inviare i propri suggerimenti (è possibile anche inserire una motivazione) attraverso la piattaforma web dedicata: https://www.omceo.

In linea con l’iniziativa di Democrazia liberale, il professore Cosimo Inferrera, già prorettore dell’Università di Messina, ha costituito un Comitato pro Saverio per raccoglierne le adesioni. In una nota spiega le motivazioni che hanno spinto a indicare il nome di d’Aquino, a cui si deve la rinascita del Partito liberale nella seconda metà degli anni Ottanta “ma soprattutto – si legge nella nota - direttore del Polo oncologico, una volta situato proprio nell’area dell’attuale Papardo. Personalità di raro riscontro, Saverio d’Aquino seppe coniugare l’eloquenza figurativa dei programmi politici con la realizzazione fattuale e operativa di un moderno Istituto dei tumori. Ai piani inferiori erano predisposti i vani per le apparecchiature più pesanti, destinate allo studio, diagnosi e cura delle neoplasie. Mancavano solo i vetri alle finestre e i collegamenti dei fili elettrici, già inseriti nella rete muraria… Lo verificai di persona, quale delegato al “Progetto Oncologia” del rettore Gaetano Silvestri. Dopo mi recai a Milano, costatando la piena congruità del progetto e la pronta disponibilità ad allocare nel nuovo Istituto di Messina le apparecchiature rimaste in sospeso per le difficoltà insorte nel costituendo istituto di Oncologia a Roma”.

“Il nostro aiuto, tuttavia non fu bastevole – continua la nota - L’alta accademia e i vertici di Messina non capirono la portata scientifica e sanitaria del progetto, fondato sulla stretta integrazione di tutte le specialità, che ruotano nel complesso calderone oncologico, e che ne avrebbero fatto unicum di punta nel panorama nazionale. Mancava solo un certo numero di paramedici per avviarne il funzionamento. Eppure in estate, l’Istituto di Sperone si decompose fra le corsie delle Unità operative universitarie ed ospedaliere. I disagi sarebbero occorsi soprattutto per i pazienti, costretti a migrare tra padiglioni distanti fra loro. Ma il fondamento scientifico della visione di Saverio d’Aquino ha trovato altre conferme; tutti i giovani, di cui il Professor d’Aquino si era circondato – dico tutti – hanno fatto luminosa carriera in Istituti, Università ed Ospedali. Ora la Città deve onorarne la memoria e l’opera, conferendo il suo nome prestigioso all’Ospedale e al luogo”.

Il Comitato invita chi volesse dare seguito alla proposta di intitolare l’Ospedale Papardo a Saverio d’Aquino, condividendo il seguente link

https://www.omceo.me.it/index.php?area=cittadino&page=proposte

e compilandone le parti. Il numero cellulare Whatsapp è 392 0734038

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