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Mercoledì, 6 Luglio 2022
Cronaca

Impianti sportivi, scatta la petizione: "No alla privatizzazione selvaggia"

La campagna lanciata dall'ex presidente del Cus Unime Nino Micali che chiede di dare allo sport la stessa attenzione e dignità di tutti gli altri servizi pubblici. "E' mancata una regia ed il controllo sul buon andamento degli affidamenti"

Un no deciso alla privatizzazione selvaggia degli impianti sportivi a Messina che scontano già carenze strutturali da decenni e l'appello ad una gestione che si apra all'associazionismo e renda possibile la partecipazione anche dei ragazzi meno abbienti, anzi soprattutto la loro, nell'ottica di dare uno strumento contro la devianza e rafforzare messaggi di legalità e rispetto delle regole.

E' quanto chiesto a gran voce da Nino Micali, ex presidente del Cus Unime, che ha lanciato una petizione su Change.org (CLICCA QUI PER FIRMARE). Dopo l'impegno per "liberare" e rendere fruibile la spiaggia del Ringo, Micali avvia una nuova battaglia.

"Lo sport e la gestione degli impianti sportivi, devono avere la stessa attenzione e dignità al pari di tutti gli altri servizi pubblici - si legge nella petizione  - Devono essere considerati alla stregua degli altri servizi offerti alla comunità come la gestione dell'acqua, dei rifiuti e del trasporto pubblico. Il Patrimonio immobiliare ed impiantistico sportivo di Messina è uno dei più importanti dell’intero territorio nazionale ed in quanto tale merita di essere gestito e tutelato dall’amministrazione della città".

Secondo la petizione lanciata oggi, che registra già i primi sostenitori, "l’affidamento alle associazioni di alcuni impianti sportivi e degli stadi alle società di calcio, hanno prodotto disastri, perché di fatto, è mancata una regia ed il controllo sul buon andamento degli affidamenti. Il futuro della gestione dell’impiantistica sportiva pubblica non può e non deve passare attraverso una privatizzazione selvaggia senza alcun ritorno utile per la comunità e l’erario. I modelli gestionali diretti e di utilità pubblica, potenzialmente realizzabili - conclude - possono essere di diversa natura e sono svariati gli esempi da cui attingere e questo a beneficio dell’associazionismo e dell’intera filiera sportiva".

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