Cronaca Mistretta

Amministrative in Sicilia, Sanzarello tra gli impresentabili per l'Antimafia. La replica: “Sono una vittima della giustizia”

L'ex deputato in corsa a Mistretta con la lista civica 'Ripartiamo insieme' replica alle dichiarazioni del presidente Morra: "In appello la causa non fu discussa perché già prescritta"

Impresentabile o vittima della giustizia? Il dibattito è aperto e infamma le amministrative a Mistretta dopo le dichiarazioni in conferenza stampa del presidente della commissione Antimafia, Nicola Morra.

Nelle elezioni amministrative in Sicilia - secondo quanto dichiarato dal presidente - ci sono due impresentabili. Si tratta di Sebastiano Sanzarello, candidato sindaco a Mistretta in provincia di Messina e di Sebastiano Malandrino candidato al Consiglio comunale di Pachino in provincia di Siracusa. Quest'ultimo già condannato per detenzione di stupefacenti mentre il primo è accusato di concussione.

La Commissione parlamentare Antimafia ha svolto controlli su 837 candidati alle comunali che si svolgeranno in Sicilia il 10 e 11 ottobre. "Oggi abbiamo terminato i lavori ed abbiamo i risultati derivanti dai controlli effettuati sulle liste elettorali per il rinnovo dei consigli e delle giunte dei Comuni sciolti per mafia che tornano al voto il prossimo 10 e 11 ottobre, in Sicilia. Do conto - spiega il presidente Morra - dei Comuni sui quali è stato effettuato il controllo sulle candidature. Si tratta di Mistretta (Messina), Pachino (Siracusa), San Biagio Platani (Agrigento), San Cataldo (Caltanissetta), San Cipirello (Palermo), Vittoria (Ragusa). La Commissione ha lavorato i nominativi sottoposti alla verifica di compatibilità con la cosiddetta Legge Severino e con il Codice di autoregolamentazione per un totale di 837 candidati". 

Pronta la replica di Sanzarello ad Adnkrnos: "Non mi sento assolutamente impresentabile, non lo sono in coscienza e anche in diritto. Quello a cui fa riferimento Morra è un codice di autoregolamentazione che riguarda i partiti, la mia è un'auto candidatura al di fuori dei partiti. Inoltre, la vicenda a cui si fa riferimento risale al 1999 ed è all'80 per cento risolta. Rimane un piccolo ramo di questo procedimento, molto marginale e anche questo abbondantemente prescritto".

Sebastiano Sanzarello, candidato sindaco di Mistretta con la lista civica 'Ripartiamo insieme', è stato in passato consigliere comunale e assessore a Mistretta, assessore provinciale a Messina, deputato regionale per due volte, dal 1996 al 2001 e dal 2006 al 2008, senatore e parlamentare europeo, in primo grado ha subito una condanna. "In appello la causa non fu discussa perché già prescritta", ricorda il candidato sindaco, spiegando che "la prescrizione in questi casi è una iattura perché non si dà la possibilità di avere un secondo grado di giudizio. Io sono innocente. Vittima dei tempi lunghi della giustizia".

Sanzarello, attraverso una nota dell'avvocato Paolo Starvaggi, specifica ulteriormente che “dagli atti del processo cui risulta sottoposto da ben 17 anni il candidato a sindaco di Mistretta, non risulta alcun coinvolgimento di questi nei fatti contestatigli e relativamente ai quali – si è certi – di ottenere una pronuncia di piena assoluzione”.

“Da non sottacersi - scrive Starvaggi -   il fatto che la vicenda per cui è processo risale agli anni 1999-2004 e che soltanto a causa della lentezza della giustizia italiana l’onorevole Sanzarello si trova – suo malgrado – ancora sotto “accusa” al punto da dover subire, oltre che l’onta di un processo penale per reati a lui estranei, anche un’esposizione mediatica assolutamente negativa che ne danneggia l’immagine. Infine, quanto alla natura del codice di autoregolamentazione delle candidature, è opportuno altresì precisare che esso "è soggetto ad adesione volontaria" da parte delle singole forze parlamentari ed è privo di valore legislativo rispetto alla incandidabilità ed ineleggibilità dei soggetti che non rispondano ai criteri, non essendo connotate le sue disposizioni da precettività né assistite evidentemente da sanzioni, configurandosi piuttosto come regole di condotta non vincolanti sotto il profilo giuridico che, in caso di loro violazione, determinerebbero una responsabilità di carattere meramente etico-politico in capo ai partiti che se ne siano discostati. La qualificazione dell’on. Sanzarello come impresentabile - conclude il legale -  si ritiene pertanto gravemente lesiva della sua reputazione e fonte di responsabilità penali e non, atteso il principio costituzionale fondato sulla presunzione di innocenza di ogni cittadino fino a sentenza passata in giudicato e da una normativa che stabilisce tassativamente i presupposti per presentarsi o meno ad una competizione elettorale”.

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