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VIDEO | Anno giudiziario 2020, lievitano i reati “sessuali” e corruzione: allarme per le carenze d'organico

La relazione del presidente della Corte di appello, Michele Galluccio. La dura presa di posizione contro il ministero: “Messina il distretto più penalizzato mentre al nord si colmano i vuoti”

 

Carenze di organico preoccupanti. Mentre nel nord, in particolare nel nord-est, il ministero colma i vuoti, il distretto di Messina è quello più penalizzato tra tutti i distretti d'Italia (insieme solo a Palermo con -3 unità, Caltanissetta con -2, Potenza con -1 e, unica eccezione geografica, Torino con -3). Unica nota positiva? La magistratura onoraria che argina le carenze. 

Galluccio-2A dirlo è Michele Galluccio (nella foto accanto), presidente della Corte di appello di Messina che ha aperto con queste parole l'inaugurazione dell'anno giudiziario. "Gli organici dei tribunali di Messina, Barcellona Pozzo di Gotto e Patti sono stati complessivamente ridotti di 5 unità. La sottrazione di risorse al sud, economicamente depresso, per sopperire alle esigenze di sviluppo del nord, ha significato nei fatti e al di la delle contrarie enunciazioni, la mancanza di interesse a promuovere, attraverso una giustizia efficiente, lo sviluppo del meridione, accentuando, invece di rimuoverlo, il divario tra le diverse parti del paese - ha spiegato Galluccio -  Con la legge di bilancio per l'anno 2019 è stata incrementata la pianta organica della magistratura ordinaria di 600 magistrati  (di cui 520 agli uffici di merito), rispetto alla precedente dotazione, fissata con l. n. 181 del 13 novembre 2008. Si auspicava che il distretto di Messina, che negli ultimi anni aveva ottenuto notevoli risultati nella direzione del recupero di efficienza, dell'abbattimento delle pendenze e della durata media dei processi, potesse avere un riconoscimento degli sforzi compiuti, avendo sempre ben chiaro che l'effetto finale dell'intervento ricade sulla domanda di giustizia dei cittadini  -  tutti uguali di fronte alla legge, senza distinzione di latitudine, ma così non è  stato".

I risultati della Corte di Appello

La delusione per il progetto di determinazione delle piante organiche dei magistrati, è ancora più forte, per il presidente Galluccio in considerazione del fatto che la Corte di Appello di Messina, nel settore penale, è al primo posto in Italia, per la durata media dei procedimenti di 229 giorni (appena sette mesi) e per indice di ricambio ed è, per i giudizi civili, ai primi posti in Italia, con una durata di 480 giorni su una media nazionale di 702, e con il miglior indice di ricambio, seconda solo a Perugia.   

"Significativi progressi si apprezzano anche sotto il profilo della durata dei processi nel civile - ha aggiunto Galluccio - la pendenza ultradecennale è praticamente azzerata ed è in percentuali ridotte (intorno al 15%) quella ultraquinquennale e ultratriennale, risalendo praticamente agli anni 2016-19 quasi tutto il contenzioso.  nel dettaglio, quanto agli affari civili contenziosi, si registra una costante diminuzione della pendenza, 2.653 procedimenti al 30 giugno del 2019 Le sopravvenienze del settore sono ampiamente controbilanciate dalle definizioni. La situazione delinea, in prospettiva, una previsione di ulteriore riduzione della pendenza per gli anni a venire, con conseguente possibilità di giungere, nei prossimi 2/3 anni, ad una pendenza doppia della sopravvenienza annua, che farebbe della Corte d'Appello di Messina un ufficio modello".

In aumento i procedimenti per reati “sessuali” e contro la pubblica amministrazione

Sul fronte dei reati, alcuni dati significativi. Aumentano i procedimenti per reati contro la pubblica amministrazione quali peculato, malversazione, corruzione e concussione. In diminuzione di quasi il 50% i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso (anche finalizzata alle estorsioni, allo spaccio di sostanze stupefacenti, all'usura) e in aumento, invece, quelli di associazione a delinquere.

"Rimangono - aggiunge Galluccio - numerosi, in termini assoluti, i reati inerenti la sfera sessuale e la pedofilia, anche se in diminuzione, ma non in percentuali di rilievo; in aumento del 44% i reati di stalking (ben 485). Aumentano gli omicidi dolosi consumati ( +35%) e tentati; senza variazioni di rilievo gli omicidi colposi; in forte aumento quelli per infortunio sul lavoro ( 800%) e in aumento quelli da circolazione stradale; mentre stazionario è il numero dei procedimenti per lesioni colpose da infortunio sul lavoro e in aumento le lesioni colpose da incidente stradale; senza variazioni di rilievo i procedimenti per responsabilità colposa per morte o lesioni in ambito sanitario. Costante e alto è il numero dei reati in tema di stupefacenti. In aumento i furti in abitazione, le rapine, l'usura; costante il numero di quelli di riciclaggio. In lieve diminuzione le bancarotte; in forte aumento i reati in materia  informatica. Si registrano variazioni in diminuzione (- 17%) per i reati in materia di inquinamento, mentre costante è in dato per le lottizzazioni abusive".

Palazzo di giustizia e carenze

Un richiamo poi ad uno dei tempi che ha tenuto banco in questi anni e soprattutto negli ultimi mesi facndo registrate tante polemiche sulla carenza degli uffici giudiziari dove si è protestato anche per le barriere architettoniche e la presenza di topi negli scantinati.

“Sono note - ha detto Galluccio -  le condizioni di estrema criticità, per la mancanza di locali e per i problemi di salubrità e sicurezza per quelli in atto a disposizione.  Ne rappresenta esempio paradigmatico la degradante condizione in cui tanti lavoratori sono costretti a lavorare ed in particolare la situazione dei locali dell'ufficio GIP-GUP, siti nel pino seminterrato e i problemi della sede della Sezione Lavoro del Tribunale e dell'Ufficio del Giudice di Pace. Dopo una incessante altalena di opzioni di localizzazione del secondo palazzo di giustizia, proposte dalle amministrazioni succedutesi negli anni, senza che, in nessun caso, alle parole siano seguite i fatti, la precedente Amministrazione ha prospettato la possibilità dell'utilizzo delle aree dell'Ospedale Militare. Intanto, ci si può solo augurare, lungi dal cedere ad allarmismi, che il prolungarsi della intollerabile situazione non abbia a determinare conseguenze simili a quelle verificatesi in altre sedi giudiziarie  il pensiero va alla condizione della tendopoli di Bari. Se ciò dovesse accadere - ha concluso - ci si dovrebbe interrogare come sia stato possibile, in un paese civile, che la dignità della giurisdizione fosse degradata sino a tal segno e la responsabilità  -  e non solo contabile  -  sarebbe, a quel punto, certamente da imputare alla gravissima, perdurante e mortificante inerzia che da troppo tempo si protrae nei confronti dell'Amministrazione Giudiziaria e dell'intera Città”.

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