Cronaca

Un incendio al giorno nei boschi messinesi e sui Colli lavorano due forestali invece che ventiquattro

Messina vanta la seconda area boschiva più grande d'Italia, ma la carenza di organico impedisce i controlli. "Rischiamo di non poter intervenire, macchina dei soccorsi a rischio". Intanto la Città Metropolitana rinuncia alle guardia venatorie

Dovrebbero essere in ventiquattro, ma al distaccamento della guardia forestale nei colli Sanrizzo ci lavorano soltanto in due. Una carenza d'organico inaccettabile per il territorio messinese che ospita al suo interno la seconda area boschiva più estesa in Italia. La coppia di ufficiali di pubblica sicurezza fa quel che può. Entrambi, lavorano per sei ore al giorno, come previsto dal contratto. Spesso si alternano tra mattina e sera e per diverse ore il presidio resta chiuso. Due unità preposte al controllo di un territorio che comprende l'intero comune di Messina, Villafranca Tirrena e Saponara mentre sul lato jonico arriva fino a Furci Siculo. Un'area vasta minacciata da incendi, bracconaggio e torrenti a rischio idrogeologico.

E i rischi durante la stagione estiva aumentano notevolmente. A luglio si sono verificati trenta incendi, uno al giorno. Il mese di agosto promette di fare anche peggio con cinque roghi in soli quatto giorni. 

La carenza d'organico non permette ai forestali di seguire l'iter che avvia gli interventi alla vista delle fiamme. "Se scoppia un incendio si rischia di non poter intervenire - precisa il sindacalista Cobas-Codir Santino Smedile - il personale in servizio non può espletare le attività previste per legge. L'invio di un'autobotte o di un canadair in caso di incendio deve avvenire dopo le richieste della guardia forestale, ma se il responsabile di zona non è in servizio la macchina dei soccorsi non parte. E' un rischio enorme, soprattutto quando i roghi minacciano le abitazioni".

Cartello della Forestale preso a fucilate

In particolare, l'intera provincia di Messina conta ventuno distaccamenti, ma alcuni sono stati chiusi o accorpati. L'Ispettorato ripartimentale delle Foreste di Messina, prevede un organico di 305 unità, ma dispone in atto di una forza lavoro di 72 persone con una carenza di personale del 76%. Quest'anno il piano provinciale antincendio prevede la presenza giornaliera su tutto il territorio provinciale di 14 unità in turno per 12 ore.

Numeri allarmanti di cui è a conoscenza anche il prefetto. "A giugno - precisa Smedile -  abbiamo avuto un incontro in prefettura con la partecipazione di tutte le sigle sindacali e i vertici del Corpo forestale. Abbiamo illustato in dettaglio una situazione drammatica. Durante il vertice era stata trovata la soluzione per tamponare la carenza d'organico con l'invio di 38 unità provenienti dal Parco dei Nebrodi e da altre province siciliane. Ma finora non si è visto nessuno, anche perchè la legge vieta di spostare il personale oltre i 50 chilometri".

Un aiuto alla prevenzione degli incendi e alla lotta al bracconaggio  sarebbe potuto arrivare anche dall'impiego dei lavoratori della vigilanza venatoria ambientale della ex-provincia di Messina. "La Città Metropolitana- spiega il deputato regionale 5 Stelle Antonio De Luca - ha deciso di revocare la gara  per ragioni finanziarie, nonostante i fondi regionali siano stati regolarmente assegnati. E' in atto una cattiva gestione della prevenzione degli incendi delle colline che bruciano per colpa di incivili. Nel frattempo ci sono decine di lavoratori che vengono lasciati senza reddito, nonostante potrebbero dare un rilevante contributo alla lotta agli incendi e alla loro prevenzione. I fondi per la vigilanza venatoria-ambientale vengono invece utilizzati per le necessità della polizia provinciale senza che questa riesca a fornire un sufficiente supporto alla prevenzione degli incendi e al contrasto al bracconaggio".

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