Cronaca Barcellona Pozzo di Gotto / contrada Femminamorta

Inchiesta sull'esplosione alla fabbrica dei Costa, Bagnato ha inviato le foto dei lavori alla moglie

Il responsabile della ditta di serramenti non si dà pace per la tragedia in un letto di Chirurgia all'ospedale di Milazzo. L'uomo, completati gli interventi mercoledì pomeriggio, avrebbe trasmesso delle immagini importanti su whatsApp alla moglie. Già ascoltati i primi testimoni

In un letto di Chirurgia all'ospedale Fogliani di Milazzo Antonio Bagnato non si dà pace. Il titolare dell'impresa di infissi che stava lavorando al deposito di contrada Femminamorta a Barcellona Pozzo di Gotto con i suoi operai non si spiega come sia avvenuta la strage. Cosa è successo nel terribile pomeriggio di mercoledì nella fabbrica di giochi pirotecnici dei Costa? Sarà la procura di Barcellona guidata da Emanuele Crescenti a dover decifrare con il supporto di indizi, prove e testimonianze la dinamica e la causa della tremenda deflagrazione che ha provocato cinque vittime (quattro di loro erano operai della ditta di infissi e Venera Mazzeo, moglie di Vito Costa) e due feriti, tra i quali Nino Costa (figlio di Vito) e lo stesso Bagnato. I carabinieri che stanno conducendo le indagini hanno ascoltato i primi testimoni, al momento il fascicolo per omicidio plurimo colposo e incendio colposo è contro ignoti ma non sono escluse nelle prossime ore novità. Il procuratore Crescenti ha ipotizzato in questa prima fase che del colorante avrebbe fatto da miccia all'esplosione. Bagnato, ultimati i lavori di mercoledì avrebbe mandato le foto delle grate sistemate nelle porte della fabbrica alla consorte scrivendo su whatsApp che avevano completato gli interventi della giornata e che stava per tornare a casa. Immagini che potrebbero rivelarsi molto utili agli investigatori. 

Prime ipotesi dell'inchiesta, del colorante avrebbe fatto da miccia 

Cinque le vittime dell'esplosione alla fabbrica Costa 

La ditta Bagnato - secondo quanto si apprende - è tra le più conosciute e apprezzate del comprensorio nella lavorazione di serramenti. A loro i Costa si erano rivolti per la messa in sicurezza con la collocazione di nuove porte nel deposito di Femminamorta secondo le prescrizioni della commissione prefettizia (composta anche da questura, vigili del fuoco, ispettorato del Lavoro) che nel giugno scorso aveva dato indicazioni all'azienda di giochi pirotecnici come confermato dal vicecomandante dei vigili del Fuoco di Messina Nunzio Venuti.

Antonio Bagnato non è in pericolo di vita, ha un timpano perforato. Le condizioni di Nino Costa (all'anagrafe porta come secondo nome Bartolomeo) sono stabili al Centro Grandi Ustioni di Palermo. I corpi delle vittime saranno restituiti nelle prossime ore ai familiari per i funerali. 

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