Appalti e mazzette al Cas, la santa alleanza Schepisi-Puccia

Nei due appalti sotto la lente della procura si “scambiavano” gli incarichi fra Rup e direttore dei lavori. Le polemiche su quella “tana del lupo” chiusa dal governatore Musumeci. Le reazioni del M5

I locali di proprietà del Consorzio negli uffici di Patti

Emerge una sorta di santa alleanza fra i due funzionari del Cas sott'indagine per un giro di tangenti in cambio di appalti, Angelo Puccia e Alfonso Schepisi. L’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina, diretta dal Procuratore Maurizio De Lucia e condotta dalla Dia di Messina passa sotto la lente importanti appalti attinenti la sicurezza della rete viaria di competenza del Consorzio per le Autostrade Siciliane. Tra questi anche la Galleria Tindari e di Capo d’Orlando. In entrambi gli appalti, l’intesa fra i due è palese, tanto che da Rup si nominano a vicenda nel ruolo di direttore dei lavori.

I due funzionari, arrivati al Cas in mobilità nell’anno 2009, sono riusciti a gestire diversi importanti lavori per alcuni dei quali hanno anche percepito rilevanti incentivi progettuali (oggetto del processo pendente presso il Tribunale di Messina). Nell’ambito dell’odierna inchiesta risulterebbe anche la messa a disposizione delle imprese aggiudicatarie - quella dell’imprenditore milanese Notari, indagato nell’ambito della stessa inchiesta e Bruno - i locali di proprietà del Consorzio negli uffici di Patti.

Tali uffici erano stati definiti durante una visita a Messina dal presidente della Regione Nello Musumeci, “la tana del lupo”. L’insolita occupazione aveva anche allarmato qualche sindacato che aveva chiesto ai vertici consortili se la previsione della sede (gratuita?) alle imprese interessate fosse stata regolarmente prevista nel bando di gara.  Anche in merito alla presenza dei nuovi assunti presso gli uffici di Patti, il Sindacato Lavoratori Autostradali, nel mese di ottobre 2015, aveva chiesto agli uffici competenti Cas un accesso agli atti a cui non è stato dato riscontro.

Una vicenda complessa che ha scatenato una serie di reazioni e polemiche. I due funzionari sono imputati per i processi Tekno. Schepisi, però, invece di essere sospeso in attesa di sentenza è stato prorogato in servizio gratuito dopo il pensionamento mentre Puccia appena rientrato da un periodo di aspettativa è stato subito nominato Rup della pavimentazione A20 (appalto da oltre venti milioni di euro) al posto dell’ingegnere Gaspare Sceusa.

Su queste scelte è intervenuto ieri il viceministro Cancelleri che contesta proprio le scelte della Regione e minaccia la revoca della concessione incassando dall'assessore regionale Marco Falcone un laconico “Faccia pure”. Oggi si scopre che anche Falcone è stato intercettato nell'ambito delle indagini. In alcune conversazioni con il dipendente del Cas, Puccia, chiede informazioni sul mancato avvio del telecontrollo nelle gallerie oggetto di indagine. Le stesse sulle quali il viceministro Cancelleri ha puntato l'attenzione parlando di “sicurezza dei viadotti e delle gallerie taroccate”.

A dare manforte alle dichiarazioni del viceministro anche il sottosegretario all'economia, Alessio Villarosa, ed il parlamentare Paolo Ficara (M5s) che puntano al cuore del problema, chiamando in causa il governo regionale. "Non è più rinviabile una seria analisi sulla concessione: aggiornamento o revoca, come ipotizzato anche dal viceministro Cancelleri. Sul Cas ha tenuto sin qui un atteggiamento strabico. Ma non può nascondersi oltre l'esistenza di un problema. Abbiamo evidenziato a più riprese, con diversi atti parlamentari, i ritardi continui e le inadempienze del Cas, così  come puntualmente annotate dal Ministero delle infrastrutture ad una giunta regionale sorda, muta e cieca sul tema. Non è bastato per scuotere dal torpore Musumeci ed i suoi assessori, che invece ritiengono il Cas un modello di funzionalità. Non si capisce bene sulla base di quali evidenze, però", attaccano i due esponenti pentastellati.

"Alla giunta Musumeci è mancato sin qui il coraggio di assumere vere decisioni di discontinuità e rottura con i vizi del passato, in Sicilia. Il gap infrastrutturale si colma chiedendo investimenti, ed a Roma stiamo lavorando in tal senso, e soprattutto verificando in Regione la correttezza delle procedure specie nelle strutture controllate dal pubblico come è il Cas", sottolineano Villarosa e Ficara. "Insistere con un sistema che, ad essere gentili, è alquanto chiacchierato sarebbe da irresponsabili. Sulle autostrade siciliane si muovono migliaia di auto per le quali, ogni giorno, va offerta sicurezza totale metro per metro: che sia un viadotto, una galleria o un tratto di autostrada".

"I cittadini continuano a pagare per un’autostrada non sicura e solo per gravi colpe di chi dovrebbe gestirla, è vergognoso. A livello nazionale il MIT può purtroppo solo controllare l'attività del concessionario che già da anni vanta quasi 800 non conformità ed ha già diverse volte sollecitato l'ente a sanarle. Riteniamo che non siano più ammessi errori o rallentamenti per il bene dei cittadini." Concludono.

Duro anche il commento del deputato M5s all'Ars Antonio De Luca, componente della Commissione antimafia a proposito dell'inchiesta della Dia di Messina:  "L'inchiesta giudiziaria odierna, i continui episodi di corruttele, i troppi cantieri infiniti dimostrano che sul Consorzio autostrade siciliane ci sono troppe ombre che pesano sulle tasche e sulla vita dei siciliani. Solo l'assessore Falcone qualifica il Cas come un gioiello di famiglia, dato che ad oggi il fallimento e' sotto gli occhi di tutti. Chiedo che si apra un'inchiesta in commissione antimafia”, scrive De Luca.

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"Da anni incalziamo la Regione - aggiunge la deputata messinese Valentina Zafarana - a mettere ordine in un consorzio che viene gestito come un carrozzone che non adempie ai piu' elementari compiti per cui e' nato, come la manutenzione delle strade e che per di più ha accumulato debiti per milioni di euro". "La cosa che piu' dispiace - concludono De Luca e Zafarana - e' che questo governo regionale e' sempre in prima linea quando si tratta di far polemica e criticare il governo nazionale sulle infrastrutture, quando invece chiude gli occhi sulle continue e pesanti inadempienze di casa propria".

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