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Domenica, 2 Ottobre 2022
Cronaca

Le denunce su mobbing e incarico alla farmacia del Papardo, il Gip dispone l'archiviazione

Non possono ravvisarsi “gli estremi del reato di calunnia” ma la notizia di reato “risulta infondata, non ravvisandosi profili di rilevanza penale nelle condotte denunciate”. Finisce pari e patta il procedimento scaturito dall'esposto della dirigente farmacista Rosaria Barbera

Non possono ravvisarsi “gli estremi del reato di calunnia” ma la notizia di reato “risulta infondata, non ravvisandosi profili di rilevanza penale nelle condotte denunciate”. Finisce pari e patta lo scontro alla farmacia dell’ospedale Papardo.

Il giudice per le indagini preliminari Simona Finocchiaro ha infatti archiviato il procedimento per calunnia a carico della dirigente farmacista Rosaria Barbera nonché quello di abuso d’ufficio nei confronti della ex referente dell'Unità Operativa Complessa di Farmacia Flavia Rossano, e dei vertici aziendali dell’ospedale Papardo, l’allora direttore dell’Asp Paolo La Paglia, il direttore sanitario del Papardo Mario Paino e Tanino Sutera.

L’indagine era scaturita da un esposto della dirigente farmacista dell'azienda ospedaliera di contrada Sperone, Rosaria Barbera, che aveva rivolto una serie di accuse contro la ex Referente dell'Unità Operativa Complessa di Farmacia Flavia Rossano e un'aperta contestazione nei confronti dei vertici aziendali. Nell’esposto, si parlava di mobbing e dell'incarico a tempo determinato a direttore della Unità di Farmacia. La Barbera contestava l'improprietà dei titoli attribuiti e le differenze tra "Referente", "Responsabile facente funzioni" e "Direttore facente funzioni" secondo il contratto nazionale vigente ma anche di "Compulsivi comportamenti e atteggiamenti persecutori e vessatori messi in atto” nei suoi confronti dalla dottoressa Flavia Rossano.

Farmacia del Papardo, nominato il sostituto direttore: scatta la denuncia anche per mobbing

Secondo il giudice, le doglianze della Barbera “si riferiscono tutte ad asseriti vizi procedurali e/o all’illegittimità fdella nomina della dottoressa Flavia Rossano, prima quale referente e poi quale sostituio temporaneo del direttore del reparto dell’Uoc di farmacia, nonché all’illegittimo avvio di un prcedimento disciplinare nei suoi riguardi e all’illegittimo affidamento ad altri della responsabilità del reparto nei periodi di assenza della Rossano e alla mancata concessione di un periodo di congedo per motivi familiari, tutte doglianze – scrive il giudice – da far si valere nelle opportune sedi giuslavoristiche e/o amministrative”.

Secondo il gip “non si individua quale norma di legge sia stata violata atteso altresì lo spazio di discrezionalità amministrativa – non sindacabile – sussistente in materia; che anche eventuali condotte, denunciate come mobizzanti, dovevano formare oggetto di vaglio nelle opportune sedi civili”.

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