Cronaca

L'inchiesta sui dati covid fasulli, indagato anche Ferdinando Croce: "Consapevole dell'illecito trattamento dei dati"

Il Gip di Trapani ha messo sotto indagine pure il Capo di Gabinetto dell'assessorato regionale alla Salute. Per l'avvocato di 38 anni non è stata avanzata misura cautelare. La rimodulazione - secondo l'accusa - per placare le polemiche innescate dal sindaco De Luca

Il Capo di Gabinetto dell'assessorato regionale alla Salute Ferdinando Croce

C'è anche il messinese Ferdinando Croce, Vicario Capo di Gabinetto dell'assessorato regionale alla Sanità tra gli indagati dal giudice per le indagini preliminari di Trapani, Caterina Brignone, nell'inchiesta dei carabinieri di Palermo che ha acceso i riflettori sui dati dei contagi Covid falsificati. L'avvocato di 38 anni è accusato dalla magistratura di falsità materiale commessa da pubblico ufficiale. Croce - si legge dagli atti del tribunale di Trapani - insieme a Maria Letizia Di Liberti, dirigente regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio epidemiologico (nel 2017 a Messina era stata commissario all'ospedale Papardo) "in concorso fra loro, ciascuno nelle proprie qualità, trasmettendo tramite il form - atto pubblico informatico - predisposto sulla piattaforma informatica della Sorveglianza integrata covid 19 dell'Istituto superiore di Sanità dati falsi relativi alle informazioni richieste per il monitoraggio dell'epidemia da Sars Covid-19 inducevano in errore pubblici ufficiali in servizio presso il ministero della Salute, i quali elaboravano un falso bollettino informativo giornaliero, atti pubblici destinati a provare la verità dei dati ivi contenuti". Croce e Di Liberti "in concorso morale e materiale decidevano nella consapevolezza della falsità del dato relativi ai soggetti positivi di comuniciare all'Iss un numero inferiore di soggetti positivi relativamente alla provincia di Messina".

Le intercettazioni

Tra le intercettazioni raccolte dai carabinieri figura quella dell'otto gennaio 2021 alle 14,01. La Di Liberti chiama Croce al quale chiede se gli servono i dati sul contagio da Covid-19. Croce è preoccupato - secondo l'inchiesta - dai dati con un forte aumento provenienti da Messina, per cui vorrebbe "bilanciare" il dato negativo inserendo quello dei guariti in modo che il dato allarmante dei “positivi” sia, in qualche modo, rassicurato dai soggetti “guariti”. "La Di Liberti - si legge - dice che stanno calcolando il numero dei guariti degli ultimi 30 gg. riferendosi alla Circolare ed ai soggetti di “fine isolamento” e la “guarigione”. Nel corso della conversazione la Di Liberti chiede se i dati gli servono per "...migliorare e fare bella figura" o per "affossare La Paglia" (Direttore Generale ASP Messina) (collaboratore inviso ai due), in modo da modularli secondo lo scopo per cui vengono utilizzati. Croce risponde che i dati servono per bilanciare le polemiche su Cateno De Luca (sindaco della città di Messina), in modo che l'Assessorato faccia bella figura per far vedere che ci sono i dati dei guariti a bilanciare l'alto numero di contagiati". "In questa sede, non occorre soffermarsi sulla posizione, che potrà essere meglio delineata nel prosieguo delle indagini, del Croce – vice capo gabinetto dell’assessore alla salute – sottolinea il Gip - cui è ascritto il solo capo 26 e nei confronti del quale non è stata avanzata richiesta di applicazione di misura cautelare. Emerge, comunque, fin d’ora come l’indagato risulti perfettamente consapevole del modo illecito di trattamento dei dati relativi alla pandemia ed interessato anch’egli ad alterarli ad arte per scopi politici".

Razza indagato, le intercettazioni

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