Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca

Inchiesta sui mercenari di Putin, la madre intercettata: “E' un mestiere che gli piace”

Affiorano le prime indiscrezioni sull'arresto del giovane che combatteva nel Donbass. Nell'indagine coinvolto il professore Macris che sta preparando una memoria difensiva per chiarire ogni possibile aspetto della vicenda

Risulta indagato anche il professore Daniele Macris nell’indagine che oggi ha portato al mandato di arresto per il 28enne messinese Giuseppe Russo nell’ambito dell'operazione "Ivan". Il ragazzo è gravemente indiziato della violazione dell’art.3 l.n.210/1995 che ha ratificato la Convenzione internazionale di New York del 4 dicembre 1989 sul contrasto al fenomeno dei “mercenari”.

Ma le indagini coordinate dalla Dda di Messina e affidate ai militari del Ros hanno coinvolto anche il docente di latino e greco

Macris: “Basta propaganda, facciamo in modo che gli studenti sappiano la verità sul Donbass”

Macris, classe 66, di origini greche, è noto in città per la sua attività a favore della Comunità Ellenica dello Stretto. Specialista in letteratura bizantina e neogreca, studioso e traduttore di opere di Lascaris, Galazi, Moleskis, nonchè esperto di linguistica greca della Calabria e della Sicilia, da anni ormai si spende pubblicamente per difendere la Russia rispetto alle politiche del mondo occidentale e non fa mistero della sua “simpatia” per la Russia contro l’Ucraina nella questione del Donbass, dove il giovane messinese arrestato era andato a combattere – secondo l’accusa – per gli indipendentisti filo-russi.

Già in passato Macris era stato indicato come colui che aveva dato appoggio in Sicilia ad Andrea Palmeri, il “generalissimo” fiorentino considerato l'arruolatore dei mercenari di Putin ma il docente aveva avuto modo di chiarire la sua posizione spiegando la sua lunga attività di sostegno umanitario per le popolazioni colpite dalla guerra. Il docente è assistito dagli avvocati Daniele Pagano e Cettina Crupi che stanno già preparando una memoria difensiva per chiarire, serenamente, ogni possibile aspetto della vicenda nella quale il professore si è sentito ingiustamente catapultato. 

Intanto sull'indagine escono le prime indiscrezioni. Secondo quanto riporta AdnKronos, i familiari di Russo, il messinese per il quale il gip del tribunale di Messina ha emesso un'ordinanza di custodia in carcere, con l'accusa di essere un mercenario, "erano a conoscenza della condizione di illegalità in cui versava il familiare".

Lo scrive il gip nell'ordinanza di custodia cautelare. L'uomo risulta arruolato nel 2016 tra i combattenti mercenari nella regione del Donbass, nell'Ucraina orientale, dove si combatte dal 2014. "Il 16 aprile del 2019" la madre del giovane mercenario "parlando con il compagno dice di avere discusso del figlio anche con la compagna del figlio" di quest'ultimo. Racconta che "quando il figlio è partito non sapeva neanche l'abc del fucile - scrive il gip - ha avito un incidente a un occhio e si è anche mimetizzato, affrontando queste difficoltà perché è un mestiere che gli piace". In una telefonata, il 20 aprile 2019, la donna "si sfoga con il compagno per il rammarico che il figlio non possa prendere i soldi inviati con Western Union e riferisce di avere detto al figlio che l'unica soluzione è dare la sua Poste Pay ad Andrea perché effettui il prelievo quando si reca a Rostov, che è il primo centro russo abitato a confine con il territorio di Donbass", scrive il gip.

"Avendo accettato in Italia la promessa di denaro per combattere, si è trasferito nel Donbass combattendo in un conflitto armato, pur non essendo cittadino e ricevendo, in tale territorio, periodicamente uno stipendio, come emerge dal contenuto delle captazioni". Ecco perché, secondo l'accusa, va arrestato. Il giovane, faceva parte di un gruppo criminale impegnato in più Stati, come dicono i pm di Messina che coordinano l'inchiesta. Nell'ordinanza il gip ricorda che l'uomo va arrestato perché "è un mercenario che non ha alcun legame con le parti in conflitto e che non la sua condotta altera il normale svolgimento delle operazioni militari in corso, sia dal punto di vista quantitativo delle forze in campo sia qualitativo.

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