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Maurizio De Lucia

Maurizio De Lucia

Inchiesta Montante, archiviata a Perugia la posizione del procuratore capo di Messina Maurizio De Lucia

Un blitz della squadra Mobile di Caltanissetta aveva portato alla luce documentazione segreta nella villa di Serradifalco, nascosta nella cosiddetta “stanza della legalità", con appunti dell'ex numero uno di Confindustria Sicilia nel quale venivano annotati una ventina di incontri

Il Gip di Perugia ha accolto la richiesta di archiviazione per il procuratore capo di Messina Maurizio De Lucia, 59 anni, nell’ambito dell’inchiesta sull’ex presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante, condannato a 14 anni di reclusione con rito abbreviato.

La notizia emerge da una richiesta di mediazione da parte dello stesso procuratore capo in sede civile che sarà discussa nei prossimi giorni. La notizia dell'indagine era trapaleta, ma non fin'ora quella dell'archiviazione.

Maurizio De Lucia, prima di approdare alla guida della Procura di Messina, nella sua qualità di componente della Direzione nazionale antimafia, svolgeva un incarico di raccordo tra le procure di Palermo e Caltaniassetta ed era stato segnalato nel 2018 dai colleghi di Caltanissetta che indagavano sul conto di Montante, con l’ipotesi di accusa di rivelazione di segreti di ufficio e favoreggiamento personale a favore dell’ex vicepresidente di Confindustria nazionale Montante, con delega alla legalità. Era stato lo stesso Antonello Montante, nel corso degli interrogatori di garanzia con i magistrati nisseni, a indicare il magistrato De Lucia come il suo punto di riferimento istituzionale.

Un blitz della squadra Mobile di Caltanissetta, guidata da Marzia Giustolisi, aveva poi portato alla luce documentazione segreta nella villa di Altarello a Serradifalco, nascosta nella cosiddetta “stanza della legalità", con appunti dello stesso Montante in un formato excel, nel quale venivano annotati una ventina di incontri con Maurizio De Lucia, a far data dal novembre 2009, fino al giorno della comunicazione dell’avviso di garanzia per concorso in associazione mafiosa, nel quale il procuratore di Messina, secondo gli appunti depositati nel corso dell’istruttoria, gli comunicava: il tredici febbraio 2015 con un sms: “Con affetto sono con te, tieni duro che passerà”.

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