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Cronaca

Inchiesta Nemosud, irregolari anche le cartelle cliniche dei pazienti

Le indagini di procura e carabinieri con i riscontri ai rilievi dell'ex commissario del Policlinico Bonaccorsi toccano direttamente i documenti dei ricoverati del Centro di riabilitazione chiuso nel 2021

Cartelle cliniche dei pazienti ricoverati al Nemosud con referti redatti da personale privato del centro clinico, assunto per chiamata diretta e non con concorso pubblico e documenti con la doppia intestazione con il Policlinico. Dagli atti di indagine approvati dal Gip Claudia Misale emergono contestazioni di natura burocratica descritte dall'ex commissario dell'ospedale di viale Gazzi Gianpiero Bonaccorsi e confermate dagli accertamenti degli inquirenti nell'inchiesta che ha portato a nove misure cautelari per peculato e corruzione sul Centro clinico privato che si occupava di riabilitazione neuromuscolare al nosocomio universitario di viale Gazzi. 

Nemosud, i retroscena dell'inchiesta

"Una delle maggiori criticità rilevate in più occasioni da Bonaccorsi riguarda l'esistenza e tenuta delle cartelle cliniche all'interno del centro clinico NEMOSUD.  La normativa di settore (il D.P.R. 128/69, il DPR 129/69 c l'alt. 24 del D.M. 5/8/77) individua nel Primario - si legge - nel Direttore della clinica universitaria ovvero nel medico operante presso case di cure private il responsabile "della regolare compilazione della cartella, dei registri nosologici e della loro conservazione", anche se la compilazione è materialmente svolta dai collaboratori medici, dagli specializzandi (equiparati al personale medico di reparto ai sensi del D.L. 257/91) e dal personale infermieristico, per quanto previsto dal mansionario ai sensi degli artt.l,4,6 del D.P.R. 14/3/74 n. 225".

Secondo Bonaccorsi, le cartelle cliniche dei pazienti in cura presso il Nemosud erano compilate dal personale "privato" della Fondazione, assunto direttamente dalla stessa ovvero tramite la Cooperativa Sociale MEDISANI09, come previsto dalla convenzione stipulata per la nascita del centro clinico e da quella esistente tra le due Fondazioni (Serena e Aurora) per lo scambio tra loro di figure professionali in caso di necessità". 

Le accuse di Bonaccorsi hanno trovato il riscontro dall'attività degli investigatori. "Da un controllo a campione" delle cartelle cliniche acquisite!'- tutte relative a prestazioni con codice 7503 e redatte a partire dal 13.11.2019 - sono emerse le seguenti anomalie: le cartelle cliniche erano redatte e tenute da personale "privato" che operava nel centro clinico NEMOSUD, nonostante l'intestazione delle stesse "Azienda Ospedaliera Universitaria di Messina Policlinico G. Martino"; i medici redattori delle cartelle avevano prescritto e somministrato medicinali'!': uno dci principali redattori era il dott. VITA Gianluca, figlio dci prof. VITA Giuseppe, dirigente della UOC Neurologia del Policlinico di Messina e incaricato, in base alle convenzioni, di vigilare sul funzionamento del Centro NEMOSUD".

Inchiesta Nemosud, gli indagati

Il personale sanitario del centro clinico NEMOSUD (assunto con contratto di diritto privato e a chiamata diretta, senza concorso pubblico - secondo l'accusa - non poteva avere la gestione delle cartelle cliniche dei pazienti ricoverati nella struttura, nonostante i documenti clinici avessero veste di atto pubblico perché apparentemente emesse da un'azienda ospedaliera pubblica.
 

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