Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Barcellona Pozzo di Gotto

Abusivismo finanziario, banchieri e bancari indagati: contestata la competenza territoriale

I retroscena dell'indagine della Guardia di Finanza che contesta la raccolta di risparmi per investimenti in istituti di credito non autorizzati ad operare in Italia

L’accusa parla di abusivismo finanziario e associazione a delinquere mentre la difesa parla di contratti loan agreement, in sintesi contratti di prestito che non hanno a nulla a che vedere con gli strumenti finanziari che la Banca di Italia individua come raccolta al pubblico e strumenti che necessitano di regolare abilitazione.

In sintesi: alcune persone prestavano soldi con un contratto a termine in istituti finanziari situati all'estero, con possibilità di rinnovo o anche di recesso anticipato, e garantivano interessi ogni tre mesi. Secondo l'accusa con margini di guadagno mensile del 10 per cento secondo la difesa con una percentuale che andava dal 6 all’8 per cento all’anno. Interessi in questo caso in linea con quelli del mercato internazionale, sicuramente superiori a quelle delle banche italiane.

Si annuncia una lunga battaglia sulle contestazioni mosse dalla Guardia di Finanza che hanno portato a iscrivere nel registro degli indagati tre banchieri e due bancari accusati di aver fatto parte di una società labirinto di società sparse in diversi paesi con l’obiettivo di raccogliere risparmi e di investirli poi in istituti finanziari all’estero non autorizzati ad operare in Italia.

L’indagine è scaturita dalla denuncia di un signore di Barcellona Pozzo di Gotto che si rivolge alla Finanza dopo il testamento del fratello. Partono le indagini. La prima perquisizione è ad ottobre del 2021, così gli avvisi di garanzia.

Ieri il provvedimento di sequestro di somme nei confronti dei cinque indagati, ritenuti appartenenti, secondo ipotesi d’accusa, ad una articolata associazione per delinquere a carattere transnazionale, dedita a reiterate operazioni di abusivismo finanziario. Il provvedimento cautelare, emesso dal Gip del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, su richiesta della Procura della Repubblica. A indagare sull'intricata vicenda la pm Veronica De Toni che ha concluso le indagini una decina di giorni fa.

L'informazione di garanzia è stata notificata a Massimiliano Arena, Fabrizio Pistorino, Fabio Cangemi. Del collegio di difesa fanno parte gli avvocati Giancarlo Liberati, Gaetano Pecorella, Giuseppe De Luca e Anna Prestifilippi.

Mentre gli avvocati Giuseppe Lo Presti e Domenico Magistro difendono gli altri due indagati, consulenti finanziari delle società del gruppo Jabardo, Francesco Borgia  di Barcellona Pozzo di Gotto e Maria Teresa Guidara di Brolo.

"Abbiamo già contestato la competenza del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto - spiega l'avvocato Giancarlo Liberati del Foro di Reggio Calabria - perché la Jabardo ha sede a Messina e Cangemi ha ufficio a Brolo. E' pendente ricorso per Cassazione sulla competenza territoriale".

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