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Martedì, 5 Luglio 2022
Cronaca Milazzo

Gli interessi di Cattafi nella baia di Milazzo, scatta l'inchiesta

Accertamenti sugli affari del boss, titolare di cinque ettari, compresa la torre saracena in una delle aree naturalistiche più belle della Sicilia. Il caso finito anche in Commissione nazionale antimafia

Della questione si era cominciato a parlare quasi un anno fa, con le dimissioni dell’avvocato Vincenzo Ciraolo a presidente della Fondazione Lucifero. Poi l’affondo con una inchiesta di Antonio Mazzeo, attivista e saggista, che ha documentato su Stampalibera gli interessi di Rosario Pio Cattafi in una delle aree più belle della Sicilia, quella della Baia di Sant’Antonio a Capo Milazzo.

Ora le indiscrezioni su una indagine della Finanza che su delega della Procura sta sentendo “persone informate sui fatti”.

La storia è quella dell’avvocato barcellonese, Rosario Pio Cattafi, già condannato a 6 anni per mafia, che lo scorso anno ha rivendicato con la Fondazione Lucifero le sue proprietà all’interno dell’area marina protetta scatenando poi anche le reazioni di Legambiente del Tirreno che con una nota aveva chiesto attenzione sulla tutela dell’area e in particolare dell’associazione Rita Atria che era entrata nel merito esprimendo la propria indignazione e chiedendo alle istituzioni di non sottrarre la Baia all’interesse pubblico.

Ma c’è di più: la vicenda è finita all’attenzione della commissione nazionale antimafia che durante le ultime audizioni in prefettura a Messina ha raccolto la testimonianza di Mazzeo su una vicenda che sul fronte politico ha registrato solo silenzi.

Cattafi sarebbe titolare di cinque ettari, compresa la torre saracena e vorrebbe ora utilizzare questi beni che per anni sono stati contesi con una signora originaria di Merì. L’acquisto di una parte importate del promontorio risalirebbe a metà anni Settanta.

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