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Incidenti stradali

Giovane travolta sulle strisce da un'auto pirata, la famiglia disperata: "I medici non ci hanno dato speranze"

La ragazza è stata colpita in pieno a Forlì dove si era trasferita da qualche anno, è stata sottoposta a due interventi chirurgici in 24 ore. La famiglia da Messina chiede aiuto: "Si faccia tutto il possibile per appurare le responsabilità su quanto accaduto”

E' ridotta in condizioni gravissime, è in rianimazione priva di coscienza all'ospedale Bufalini di Cesena ormai da 12 giorni. I medici non hanno dato speranze alla famiglia di Cristina Cardullo, 26 anni, messinese da tempo residente a Forlì, dove lavora in centro storico e vive con il compagno in viale Salinatore. E' proprio davanti a casa sua, nei pressi della pizzeria “Al Ponte”, che è avvenuta la tragedia. La giovane – intorno alle 13,30 di sabato 31 luglio - stava attraversando, quando è stata falciata da un'auto che percorreva il viale della circonvallazione. 

Colpita in pieno, è stata sbalzata a diversi metri di distanza, con un grosso trauma cranico. L'ambulanza l'ha portata con un codice di massima gravita all'ospedale Bufalini di Cesena, dove è stata sottoposta a due interventi chirurgici in 24 ore. L'auto che l'ha investita, condotta da un uomo di 85 anni, non si è fermata sul luogo del sinistro, nonostante i diversi testimoni presenti e la videosorveglianza comunale ben presente in quel tratto di strada.

Grazie all'intervento quasi immediato delle pattuglie della Polizia Locale, che ha lavorato fin da subito su una testimonianza molto dettagliata, l'anziano fuggitivo è stato reperito e bloccato poco dalla Polizia Locale, intervenuta sul posto per i rilievi. Gli agenti hanno arrestato l'uomo per fuga e omissione di soccorso, arresto che poi è stato convalidato dal gip del tribunale di Forlì. Alle indagini ha collaborato anche la Questura. L'uomo si sarebbe giustificato spiegando di non aver visto la ragazza mentre attraversava sulle strisce pedonali, che in quel punto sono protette anche da isola spartitraffico in mezzo alla carreggiata.

E' nelle lacrime che tutta la famiglia di Cristina Cardullo - che vive a Messina - fa un appello a fare chiarezza su un incidente che ha distrutto la loro famiglia e prima di tutto la vita della 26enne: “Una vita fatta di progetti, di prospettive, interrotta così in un istante”, dice la zia. La voce si fa rotta quando fa sapere che la ragazza “ha fatto qualche piccolo movimento, ma i medici ci hanno detto di non farci illusioni perché probabilmente resterà in stato vegetale”. Un dolore straziante per tutta la famiglia, che si è sentita abbandonata dalle autorità - anche per la grande lontananza dal luogo della tragedia - e la spinge a fare un appello: “Niente riporterà a come era prima la vita di Cristina, ma chiediamo che si faccia tutto il possibile per appurare le responsabilità su quanto accaduto”.

A pochissimi metri dal luogo dell'incidente, si ricorda una tragedia per molti versi simile: la morte di Alina Marchetta, anche lei 26enne, che venne travolta e uccisa  da un'auto impazzita che aveva invaso il marciapiede sul quale passeggiava, il 7 aprile del 2019, sempre in viale Salinatore. L'investritrice, una giovane castrocarese, secondo quanto venne appurato dagli inquirenti si mise alla guida con un tasso superiore a 1,50 di alcolemia e dopo l'assunzione di sostanze stupefacenti (cocaina), il tutto alle 9 e mezza di mattina. Due anni fa ha patteggiato una pena di 3 anni 6 mesi e 20 giorni, una pena che ha suscitato aspre polemiche da parte della famiglia della vittima e dell'Asaps per la sua esiguità.

Fonte: ForlìToday.it

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