Il lieto fine di Alessandro dopo l'incidente: "Pensavo di non poter più correre, ma ce l'ho fatta"

Il racconto della vittima del terribile scontro di via Cesare Battisti del maggio 2019. La lunga fase di riabilitazione e l'incubo di dover abbandonare lo sport. "Non mi sono dato per vinto, ma il mio pensiero va a tutti i giovani morti sulle strade"

"Quando mi hanno detto che non avrei più potuto fare sport mi è crollato il mondo addosso. Ma poi ho deciso di lottare per ciò che mi rende davvero felice e ce l'ho fatta".

Alessandro, 34 anni, è riuscito a scrivere il lieto fine alla sua storia che per un soffio non si è trasformata in tragedia. Il 23 maggio dell'anno scorso è rimasto vittima di un incidente in via Cesare Battisti le cui immagini hanno fatto il giro del web per la violenza dello scontro tra la sua 500 e un'Alfa Romeo che gli ha tagliato la strada. E per poco la sua vettura non ha centrato una donna che passeggiava sul marciapiede di fronte. Di quegli attimi non ricorda quasi nulla, ma quando guarda ancora una volta quel filmato registrato da una telecamera di videosorveglianza capisce di essere stato miracolato. 

"Quella mattina mi ero recato al Duomo per pregare - racconta Alessandro a MessinaToday - alle 7.35 la mia vita è cambiata. Dopo lo schianto, non so come sono riuscito ad uscire dall'auto e chiedere soccorso ad un'ambulanza che per caso passava di lì. Ho camminato per qualche metro nonostante le fratture al bacino, poi ho perso i sensi".

Il ragazzo viene portato d'urgenza all'ospedale Piemonte e sottoposto ad lungo intervento chirurgico durato otto ore. Poi i venti giorni di ricovero e l'inizio del faticoso percorso di riabilitazione. Ed è proprio in quel momento che Alessandro riceve una notizia che non avrebbe mai voluto sentire. "Mi hanno detto che non avrei più potuto praticare sport - ricorda - e per me è stato come avere un altro incidente. Sono stato presidente di tre squadre dilettantistiche di calcio, amo l'atletica leggera e il footing. Non avevo mai subito neanche un graffio, ma all'improvviso le mie gambe erano piene di chiodi e placche e non riuscivo più a camminare bene. Ho passato l'intera estate a letto".

"Lotta per ciò che ti rende felice"

Ma all'improvviso in Alessandro scatta qualcosa. "Ho ricevuto tutto l'amore e la forza di chi mi è stato accanto e ho deciso di lottare per ciò che mi rende veramente felice. Non ho saltato una seduta di fisioterapia, ho stretto i denti sopportando il dolore fino a quando sono riuscito a correre sul tapis roulant. Non credevo ai miei occhi. So che non tornerò più quello di prima, ma non sono stato sconfitto da quello che mi è accaduto. Ho ripreso a giocare a calcio e a correre e adesso voglio iniziare a frequentare la piscina".

Poi un altro passo ancora, quello fondamentale per girare finalmente pagina. "Ho trovato il coraggio di rimettermi alla guida - spiega Alessandro - per un po' di tempo ho usato il taxi perchè avevo troppa paura. Voglio ringraziare il dottor Piero Morrò e la sua equipe del reparto di Ortopedia dell'ospedale Piemonte, tutti gli infermieri e gli assistenti. Sono riconoscente anche ai professionisti del centro di riabilitazione Tricenter di Massimo Trimarchi. Averli conosciuti mi ha reso ancor più orgoglioso di essere messinese".

Il ricordo di chi non c'è più e l'invito a chi guida: "Siate prudenti, c'è troppa gente che piange"

Alessandro ci tiene a chiudere con un messaggio rivolto ai giovani e a tutti coloro che guidano. "Non auguro a nessuno quello che ho subito, ma il mio pensiero va anche ai tanti messinesi morti sulle strade, tragedie che si sono ripetute fino a pochi giorni fa. Invito alla prudenza e a non fare uso di droga e alcol, la vita è bella e sprecarla per un incidente non ha senso. C'è troppa gente che piange per il sangue sull'asfalto".

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