Lunedì, 22 Luglio 2024
Cronaca Colli San Rizzo / Strada Statale 113

Sorpassi azzardati, buio e mancanza di controlli: "Chi percorre la statale 113 rischia di morire ogni giorno"

Lo sfogo di un lettore dopo il tragico incidente costato la vita a un 74enne. "Inutile meravigliarsi se succede una tragedia, io ho paura tutte le volte che faccio quella strada"

La diramazione costiera della Statale 113 è sempre più pericolosa. L'ultima tragedia in ordine in tempo è quella che è costata la vita al 74enne Letterio Bensaia, morto dopo che la sua moto è stata travolta da un'auto. Una dinamica a cui continuano a lavorare le forze dell'ordine mentre il conducente della vettura è indagato per omicidio stradale dalla Procura. Ma incidenti simili in quell'arteria non sono un evento raro. Lo sanno bene i tanti messinesi che ogni giorno la percorrono, specialmente in estate dove il traffico aumenta in direzione delle località balneari.

Ma tra Mortelle e Ponte Gallo il pericolo è dato soprattutto da comportamenti scorretti e mancanza di controlli. Da qui lo sfogo di uno nostro lettore che quotidianamente percorre la Statale e non nasconde la paura di non tornare più a casa. "Io tutti i giorni faccio quella strada in Vespa fino a Rodia. Chi non si rende conto del pericolo mi fa solo ridere. Conto mediamente nel tratto di strada Rodia-Mortelle decine di persone con il telefono in mano che guidano facendo sorpassi da pazzi, camion con conducenti con il telefono in mano che corrono come i pazzi. Alcuni  giorni fa un tizio ha provato a superare in curva, penso che Dio quel giorno ha salvato quattro  ciclisti ed una famiglia con bambini in macchina".

Il conducente segnala poi la carente illuminazione lungo l'arteria e la mancanza di controlli. "Più volte ho sollecitato che nel tratto Ponte Gallo fino a Mortelle ci vogliono i dossi, ma ti dicono che essendo strada provincia non si possono mettere. Perciò se questi incidenti succedono è solo perché non gli frega nulla a nessuno né di pattugliare o illuminare quella strada. Ed onestamente io ogni giorno cammino con lo spavento e penso a mia sorella che percorre la statale 113 con due bambine in macchina".

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