Cronaca

“L'ospedale Papardo non si tocca”, riunione dal prefetto e mozione al governo del M5Stelle

Il deputato regionale De Luca chiede alla Regione di non tagliare le risorse destinate al presidio mentre è previsto per domani il tentativo di conciliazione dopo l'agitazione dei lavoratori. “Auspichiamo che le parti possano raggiungere un accordo soddisfacente al fine di rilanciare l’attività ospedaliera”

E' stata convocata per mercoledì 16 giugno alle ore 17 presso la Prefettura di Messina la riunione con all’ordine del giorno l’esperimento del tentativo di conciliazione e l’attivazione delle procedure di raffreddamento del conflitto a seguito della proclamazione dello stato di agitazione dei lavoratori dell’Azienda Papardo.

All’importante incontro è stato anche convocato il direttore generale Mario Pain. “Auspichiamo che le parti possano raggiungere un accordo soddisfacente al fine di rilanciare l’attività ospedaliera del Papardo nell’interesse dei cittadini-utenti e dei lavoratori” lo hanno dichiarato Giovanni Mastroeni e Ivan Tripodi, segretari generali di Cgil e Uil Messina, Francesco Fucile e Giuseppe Calapai, segretari generale di Fp Cgil e Uil Fpl, e Guglielmo Catalioto e Corrado Lamanna, coordinatori provinciali  Area Medica Fp Cgil e Uil Fpl.

L'incontro, per i sindacati, è il primo concreto esito sulla “vicenda relativa al concreto rischio del ridimensionamento dell’Azienda Ospedaliera Papardo, diretta conseguenza dell’abbattimento della massa finanziaria di circa 8 milioni di euro decisa dall’assessorato regionale alla Salute”.

Intanto, sul tavolo del Governo regionale, arriva una mozione per salvare l’Ospedale Papardo di Messina. A presentarla il deputato regionale del Movimento Cinque Stelle Antonio De Luca, già firmatario di una interrogazione parlamentare depositata nei giorni scorsi.

Il Portavoce pentastellato, supportato dall’intero gruppo Ars del M5S, intende impegnare l’esecutivo regionale e in particolare l’assessore alla Salute Ruggero Razza «ad assicurare i fondi necessari a garantire il potenziamento della struttura in conformità alla rete ospedaliera tenendo conto dell’effettivo fabbisogno e dell'effettivo costo aziendale del personale sanitario dell’Azienda necessario a garantire i Livelli essenziali di Assistenza».

De Luca si oppone infatti fermamente alla decisione dell’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana di bocciare la programmazione degli anni 2022/2023 del Piano Triennale inviata dall’Azienda Ospedaliera “Papardo” e di decurtare, sempre per gli anni 2022 e 2023, risorse per circa 8 milioni di euro.

«La dotazione organica trasmessa dal Papardo- si legge testualmente nella mozione -  è stata predisposta tenendo conto della obbligatorietà di garantire i LEA e assicurare un’adeguata turnazione del personale nei reparti in conformità al tetto di spesa disponibile per l’anno 2021».

Secondo il deputato regionale del Movimento Cinque Stelle la decurtazione a 71 milioni di euro del tetto di spesa per gli anni 2022/2023 avrà come inevitabile conseguenza quella di ridurre la produttività del nosocomio messinese, perché comporterà il taglio di circa 156 sanitari e di numerosi servizi sanitari.

«Non intendiamo stare a guardare mentre viene smantellato un pezzo importante della sanità messinese. Il Papardo- dichiarano l’on. De Luca e la collega Valentina Zafarana-  è l’unico ospedale a fornire la zona nord di Messina che si estende per un ampio territorio ed è l’unica Azienda Ospedaliera in grado di garantire la reperibilità h24 dei servizi di Cardiochirurgia ed Ortopedia. Il Papardo è inoltre dotato di due sale di emodinamica e garantisce  una continua disponibilità per la rete STEMI anche in caso di casi COVID positivi. Va da sé che con la riduzione del tetto di spesa non si potrà più procedere all’assunzione di un adeguato numero di medici ed infermieri tale da garantire la continuità dei servizi. Per quanto ci riguarda - continuano i due deputati del Movimento Cinque Stelle-  i tagli alle risorse finanziarie destinate all’Ospedale Papardo risultano del tutto  ingiustificati, ed è per questo che continueremo ad incalzare il Governo Musumeci  fino a quando l’Assessorato regionale non tornerà indietro sulla sua decisione. In gioco c’è la sopravvivenza di un presidio sanitario fondamentale, non solo per Messina ma anche per la vicina Calabria».

«Se la soluzione al problema tarderà ad arriverà - concludono i due deputati pentastalleti -  nei prossimi giorni ci faremo promotori di alcune iniziative per coinvolgere in questa battaglia in difesa dell’ospedale messinese anche i cittadini e le associazioni. Come abbiamo ripetuto nelle scorse settimane: l’ospedale Papardo non si tocca».  

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