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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca San Filippo del Mela

Incontro sul futuro della Raffineria, le associazioni ambientaliste "alzano la voce"

Critiche dai gruppi della Valle del Mela a sindaci e presidenti dei Consigli di Milazzo e San Filippo del Mela per non tenere nella dovuta considerazione le esigenze dei cittadini di tutti i territori del comprensorio

Ieri a San Filippo del Mela si è tenuto un consiglio comunale aperto per discutere del futuro della Raffineria. Presenti parlamentari nazionali, regionali ed esponenti politici locali. In discussione l'autorizzazione ambientale del ministero della Transizione Ecologiche con le prescrizioni per gli impianti industriali che rischiano la chiusura. Le associazioni ambientaliste della Valle del Mela hanno accusato i vertici politici e amministrativi di Milazzo e San Filippo di gestire "da soli" la vicenda senza ascoltare le esigenze di tutti i cittadini.  

"Al diritto di decine di migliaia di cittadine e cittadini di partecipare a una discussione determinante per loro futuro nei prossimi decenni è stata sbattuta la porta in faccia. A loro si chiede il voto ma li si tiene fuori dai tavoli che contano e che peseranno sulle loro vite. I quattro (i sindaci e i presidenti dei Consigli di Milazzo e San Filippo del Mela) si accodano comunque a un andazzo generale. Recentemente si è tenuto a Roma un tavolo al ministero della transizione ecologica, sempre per discutere della vertenza RAM, promosso dall’onorevole Calderone. Anche quest’ultimo purtroppo va bocciato in tronco all’esame di democrazia: eccetto i sindaci di San Filippo del Mela e Milazzo, nessun’altro del territorio è stato invitato, men che meno le associazioni ambientaliste della Valle del Mela - scrivono le associazioni - con le elezioni regionali a circa un anno di distanza, è comprensibile: le botteghe cominciano a dare segni di fibrillazione. I bottegai dovrebbero però ricordare che gli aventi diritto al voto nella Valle del Mela sono in maggioranza cittadini che l’inquinamento lo subiscono senza avere né la possibilità di incidere sulle decisioni, ma neanche la contropartita di uno stipendio. Miope è quel calcolo che non tenga in conto queste decine di migliaia di persone".

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Critiche delle associazioni pure ai sindacati: "Nel dare voce alle minacce di chiusura da parte dell’azienda, e ignorando stizzosamente il territorio stesso, le segreterie non fanno gli interessi dei lavoratori, ma al contrario li danneggiano. In primo luogo, perché avvalorano la bugia per cui nuovi investimenti siano impossibili o ingiustamente pretesi. Sarebbe persino superfluo ricordare che l’unico segno inequivocabile che la Ram voglia mantenere gli impianti aperti sono gli investimenti in innovazione e ambientalizzazione. Ad essi appartengono quelli necessari a rispettare un limite secondo l’azienda irraggiungibile e che la costringerebbe alla chiusura. Introdotto dalla nuova AIA, tale limite è però già in forza alla raffineria Esso di Augusta e impone, al camino 10 del cosiddetto ‘impianto zolfo’, la soglia massima di 20 mg/m3 per i composti organici volatili (COV). In secondo luogo, così facendo le segreterie non costruiscono ponti di solidarietà tra i lavoratori e i loro concittadini, ma li bombardano". 

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