Cronaca

Operazione Beta, spunta anche un finanziere: è indagato per concorso esterno

Il militare interrogato nei giorni scorsi in procura. Intanto prosegue il processo alla cellula mafiosa al centro del blitz del 2017, nell'ultima udienza sentito il collaboratore di giustizia Santo Lenzo

Sfilano i collaboratori di giustizia nel processo Beta in corso davanti al Tribunale. Il processo è su una cellula criminale, collegata al clan Santapaola Ercolano di Catania, che, secondo l’accusa, si stava radicando a Messina. L’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia, sfociata nel blitz del 2017, ha puntato i riflettori su una cellula mafiosa, sovraordinata rispetto ai clan che tradizionalmente operano nei quartieri cittadini, che sarebbe stata in grado di avvalersi di professionisti, imprenditori, titolari di società, funzionari pubblici per gestire gli interessi economici illeciti.  

Nell’ultima udienza che si è svolta nei giorni scorsi, è stata la volta del collaboratore di giustizia Santo Lenzo. L’imprenditore di Brolo, che diversi anni ha deciso di avviare un percorso di collaborazione con la magistratura, è stato sentito nell’aula bunker del carcere di Gazzi. Il Tribunale ha acquisito due verbali su vicende relative alla zona tirrenica. Nella prossima dovrebbe essere la volta del collaboratore messinese Salvatore Centorrino. In precedenza erano stati sentiti altri collaboratori di giustizia in particolare i barcellonesi Aurelio Micale e Francesco D’Amico. 

Intanto le indagini della Direzione distrettuale antimafia non si fermano. Dopo la seconda tranche dell’operazione Beta, scattata nel 2018, è in corso anche una costola d’inchiesta che potrebbe portare a nuovi sviluppi. Nei giorni scorsi, infatti, sarebbe stato sentito in procura un sottufficiale della Guardia di Finanza. Il militare-come riporta oggi  Gazzetta del sud – è stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di concorso esterno all’associazione mafiosa. All’attenzione dei magistrati c’è ancora la famiglia Romeo -Santapaola che è stata al centro delle due tranche dell’operazione Beta. Nei giorni scorsi il finanziere sarebbe stato sentito a lungo negli uffici della Direzione distrettuale antimafia ed avrebbe spiegato la natura del suo rapporto con Vincenzo Romeo ribattendo alle accuse. Al vaglio degli investigatori alcuni intercettazioni telefoniche ma ci sarebbero anche dichiarazioni del collaboratore Biagio Grasso.
 

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