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Cronaca

Chiusa l'inchiesta con otto indagati sugli appalti dell'Università, Bonanno: "Sono sereno e dimostrerò la mia estraneità"

Tra i coinvolti oltre all'ex rettore Cuzzocrea l'attuale direttore generale dell'Ateneo e tra gli imprenditori l'ex sindaco di Brolo Irene Ricciardello

La procura chiude le indagini sulla gestione degli appalti durante il rettorato di Salvatore Cuzzocrea. Sono otto gli indagati dalla magistratura secondo quanto riporta Gazzetta del Sud: l'ex rettore Cuzzocrea, il direttore generale dell'Ateneo Francesco Bonanno, e sei imprenditori: Daniele Zenna, Raffaele Olivo, Giuseppe Cianciolo, Santo Franco, Michelangelo Geraci e Rosaria Ricciardello. Quest'ultima conosciuta non solo negli ambienti economici del Messinese ma anche in quelli politici visto che aveva guidato da sindaco il Comune di Brolo nel maggio 2014 prima del ritorno in sella del deputato regionale Pippo Laccoto. Rosaria Irene Ricciardello è figlia del presidente dell'associazione Costruttori (Ance) Giuseppe.

Raggiunta telefonicamente l'imprenditrice dice a MessinaToday: "Non ho ancora ricevuto alcuna notifica, apprendo la notizia dagli organi di stampa e una volta lette le contestazioni nominerò il mio legale di fiducia". Anche l'avvocato della Ricciardello, Nino Favazzo, aspetta di leggere il contenuto dell'avviso di chiusura delle indagini preliminari prima di esprimere qualsiasi ipotesi. 

E pure Bonanno afferma di non essere ancora stato raggiunto da atti di indagine dalla procura, neppure nelle fasi preliminari dell'inchiesta: "Posso dirvi che sono sereno e che se le notizie saranno confermate saprò dimostrare la mia totale estraneità ai fatti oggetto dei rilievi di contestazione". Le ipotesi di reato sono turbativa d'asta e falso del pubblico ufficiale in concorso.

La vicenda

 Tutto parte nel gennaio 2022 quando un'interrogazione parlamentare del Pd firmata dall'onorevole Umberto Del Basso De Caro parlava di 35 milioni di euro di lavori senza evidenza pubblica sollecitando il ministero a intervenire. Tre mesi dopo l'Autorità anticorruzione, l'Anac, nella delibera del 5 aprile 2022, scriveva di: "Gravi inadempienze e irregolarità da parte dell’Università di Messina in una serie di appalti che l’Ateneo aveva affidato direttamente, al di sopra delle soglie comunitarie, senza gara obbligatoria, utilizzando in maniera abusiva la normativa emergenziale. L'Anac - secondo quanto riporta la stessa Anticorruzione - ha concluso un’approfondita indagine su una serie di molteplici appalti affidati dall’Università di Messina. 

Gli appalti contestati dall’Autorità riguardano tutta una serie di lavori: efficientamento energetico del patrimonio immobiliare dell’Ateneo (dieci milioni di importo); i lavori di restauro conservativo dei prospetti e riqualificazione del patrimonio immobiliare universitario (importo complessivo 7.808.000 di euro); l’esecuzione dei lavori per la riconversione residenze universitarie in due plessi dell’Università (importo affidamenti euro 9.363.953 e euro 8.419.316). Inoltre, l’indagine ha riguardato affidamenti di forniture e servizi: fornitura e posa in opera di arredi didattici (importo complessivo euro 1.364.740); fornitura e posa in opera di completamento di arredo e accessori (importo complessivo euro 403.124), entrambi affidati con delibera del consiglio d’amministrazione dell’Università di Messina in data 24/9/2021".

Nel luglio 2023 Cuzzocrea, ancora alla guida dell'Università, dopo le prime repliche alle accuse del 2022 aveva parlato di punteggio altissimo dell'Anac su appalti e forniture dell'Università di Messina rispetto ad altri Atenei italiani mostrando di non essere preoccupato che quei rilievi dell'Anticorruzione potessero trasformarsi in un'indagine penale. 

Sull'Università oltre la gestione degli affidamenti diretti degli appalti pesa l'inchiesta, tutt'ora in corso, sui rimborsi per la Ricerca dell'ex rettore. Nell'ottobre scorso la Guardia di Finanza aveva effettuato un blitz in Ateneo acquisendo i fascicoli al vaglio della magistratura. 

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