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Cronaca

Muore in ospedale, i parenti denunciano: "Doveva essere ricoverato d'urgenza, ma è rimasto per ore in barella"

La tragica storia di un 70enne messinese deceduto lo scorso 26 novembre al Papardo. La Procura ha aperto un'inchiesta

La Procura ha aperto un'inchiesta sulla morte di A.C., deceduto al Papardo lo scorso 26 novembre. Secondo i familiari, che hanno presentato una denuncia ai carabinieri, l'uomo, 70 anni, sarebbe rimasto diverse ore in attesa su una barella al pronto soccorso. Sulla vicenda sta adesso indagando il sostituto procuratore Francesco Lo Gerfo, titolare del fascicolo ancora contro ignoti. Sul corpo della vittima ieri pomeriggio l'autopsia. L'esame, fondamentale per acquisire tutti i dettagli sulla vicenda ed attribuire eventuali colpe, è stato eseguito dal medico legale Cristina Mondello e dal cardiologo Michele Giannetto, nominati dalla Procura. La famiglia si è affidata al consulente Caterina Fabiano, medico legale, riservandosi di nominare in seguito un cardiologo specialista.

Secondo quanto ricostruito dai familiari e verbalizzato dalle forze dell'ordine, il 70enne, cardiopatico, la sera del 25 novembre è stato accompagnato in ospedale su indicazione del proprio medico curante che aveva notato valori alterati nell'esame del sangue. L'uomo sarebbe rimasto per ore in osservazione. La mattina seguente le sue condizioni peggiorano, decide così di chiamare il figlio invitandolo a contattare il cardiologo che lo aveva seguito in precedenza. Il paziente, così come riportato nella denuncia, avrebbe inoltre sottolineato di non aver ricevuto alcuna assistenza dai sanitari durante la notte. Intorno alle 11 l'uomo viene visitato dal medico specialista che indica un ricovero urgente. Ma nonostante la richiesta, il 70enne sarebbe rimasto ancora in attesa in barella mentre alla moglie riferiva di avvertire nausea e brividi di freddo. I familiari sostengono di aver più volte chiesto aiuto al personale medico senza ricevere adeguate risposte fino a quando non è stato comunicato il decesso.

Da qui la denuncia dei figlio, difeso insieme alla madre dall'avvocato Corrado Rizzo. Secondo i parenti "se dal pronto soccorso fossero stati tempestivi nel recepire le valutazioni cliniche del reparto di Cardiologia e nel comprendere che mio padre aveva urgenze di cure, probabilmente oggi vi sarebbe stato un esito diverso". 

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