Chiusura di Arpa Messina, il sindaco di Milazzo e ambientalisti: “Governo regionale irresponsabile”

J'accuse di Giovanni Formica alla notizia della possibile soppressione della sede per accorparla a quella di Catania. “Da anni ci battiamo per avere un punto di riferimento nella nostra area industriale, invece si taglia. Siamo al paradosso”

Giovanni Formica

Chiudere la sede Arpa di Messina, città che ha nel versante tirrenico uno dei territori nell'occhio del ciclone per i gravi impatti ambientali legati alle politiche industriali degli ultimi cinquant'anni.

Non riesce a crederci neanche il sindaco di Milazzo Giovanni Formica: “Se davvero si concretizzerà la chiusura della sede Arpa di Messina - spiega -  vorrà dire che l’irresponsabilità politica  del governo regionale avrà superato ogni limite”.

La notizia che ha lasciato perplessa non solo l'amministrazione nasce nell’ambito di una riorganizzazione dell’Agenzia regionale verranno soppressi cinque laboratori provinciali tra i quali quello di Messina.

“Mi piacerebbe comprendere – manifesta il suo disappunto Formica  – la logica di questo intervento che produce un solo risultato quello di lasciare il territorio più vasto della regione siciliana senza un controllo. Facendo cioè esattamente il contrario di quello che da tempo noi istituzioni locali e le associazioni chiediamo e cioè il potenziamento degli organi di controllo in un’area che è stata definita ad alto rischio ambientale, è area ad interesse nazionale per le bonifiche e necessita di un monitoraggio continuo per la presenza di un polo industriale abbastanza importante. Già l’assenza a Milazzo di una sede fissa dell’Arpa, per la quale ci siamo battuti e ci stiamo battendo da anni, rappresenta un gap notevole per il controllo delle emissioni visto che ad ogni disservizio occorre attendere che da Messina arrivi il laboratorio mobile e ciò è davvero inconcepibile. Se pensiamo poi di doverci interfacciare addirittura con Catania, siamo davvero al paradosso”.

Quello che però è assai grave e mi preoccupa per il futuro di questo territorio – prosegue il primo cittadino - è l’atteggiamento superficiale che si tiene nell’affrontare problemi delicati che dovrebbero vedere al primo posto l’interesse del cittadino. E invece si richiamano questioni  legate agli organici, alla carenza di personale, dimenticando che la normativa prevede che attraverso le somme messe a disposizione dal fondo sanitario nazionale, si può procedere ad individuare nuove risorse. E, anche se il “ridimensionamento” fosse inevitabile, non si capisce perché debba riguarda la provincia di Messina che chiede da anni migliori e più puntuali verifiche ambientali, contestando anzi la perdurante carenza di un idoneo sistema di controllo delle matrici inquinanti. Invece di operare i necessari correttivi, si decide di tagliare. Un comportamento del governo regionale che va proprio in direzione opposta alle attese dei cittadini. Un comportamento che tradisce la fiducia dei cittadini nei confronti della politica”.

Una dichiarazione quella del sindaco ampiamente condivisa da Peppe Maimone, dell'associazione ambientalista Adapc. “Negli anni abbiamo richiesto più volte maggiore controlli per avere contezza dello stato di salute del nostro ambiente. Il ridimensionamento delle strutture dell'Arpa va a colpire il nostro territorio che è dichiarato area ad elevato rischio ambientale. Negli anni la politica regionale ci ha assicurato un potenziamento di Arpa, mentre adesso apprendiamo la soppressione. L'associazione, insieme al coordinamento ambientale farà battaglia affinchè questa scelta scellerata non vada in porto, in antitesi con quanto finora promesso. C'è perfino un protocollo di intesa con Regione e Comune che prevedeva una sede Arpa a Milazzo - conclude Maimone - L'accordo nasceva dalle battaglie che abbiamo messo in piedi per evitare qquando si verificano problemi perdite di tempo legate alle distanze territoriali che si frappongono alle verifiche del caso”.

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