Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca

Inquinamento alla condotta idrica, i dubbi del Pd: "Sono state davvero rispettate le norme?"

In una interrogazione urgente con risposta scritta la consigliera comunale Antonella Russo e i consiglieri della IV circoscrizione Mariacristina Costanzo e Renato Coletta chiedono chiarimenti all'amministrazione comunale

Sono state rispettate tutte le norme di sicurezza e, soprattutto, sono stati tutelati tutti i cittadini? Queste e altre domande sono diventate oggetto di una interrogazione urgente con risposta scritta che la consigliera comunale del Pd Antonella Russo insieme ai consiglieri della IV circoscrizione Mariacristina Costanzo e Renato Coletta hanno presentato all'amministrazione ocmunale. 

"A fronte del grandissimo impegno dei tecnici AMAM, centinaia di cittadini hanno lamentato che l’amministrazione ha informato tardivamente la popolazione coinvolta", si legge. "Le ordinanze con tingibili ed urgenti nn. 166 e 188 emesse dal sindaco di Messina il 13 giugno ed il 14 giugno, con cui sono stati disposti divieti di uso potabile dell’acqua nelle zone interessate a tali infiltrazioni,non hanno stranamente previsto la chiusura della scuola Cannizzaro-Galatti, né ulteriori prescrizioni a carico di esercizi preposti alla somministrazione presenti nell’area", proseguono. 

"Il  16 giugno veniva emessa la terza ordinanza, la 122, riportante tre zone corrispondenti a livelli di contaminazione diverse e in quella gialla e rossa, che ordinava a proprietari ed amministratori di condomino: ...di procedure alla pulizia ed igienizzazione dei serbatoicondominiali e privati di accumulo dell’acqua potabile nelle zone rosse e gialle, sotto riportate ed individuate negli allegati e che i disagi alla popolazione messinese che abita nelle zone interessate perdurano a tutt’oggi", spiegano. 

Subito dopo i quesiti a cui dovranno rispondere oltre al sindaco Federico Basile anche la presidente dell'Amam Francesca Bonasera. "Risulta conforme al vero che, nonostante nella prima ordinanza del sindaco di Messina n. 166 si faccia riferimento alla decorrenza della prima segnalazione giunta all’Amam il 13 giugno, in realtà le segnalazioni di acqua contaminata e di parecchi malori accusati da alcuni residenti nell’area in questione, risalgano alla settimana precedente, dal 5 all’11 giugno? E se risulta conforme al vero tale circostanza, come mai non si è agito prima?", si legge. 

"Risulta conforme al vero che il COC è stato attivato tardivamente, vale a dire il 13 giugno di pomeriggio, e soltanto in quella data è stato previsto tardivamente un servizio di approvvigionamento idrico presso le abitazioni interessate, nonostante la zona sia particolarmente abitata da anziani?Qual è il motivo per il quale le ordinanze contingibili ed urgenti nn. 116 e 118, oltre a non ricomprendere totalmente l’area contaminata, non hanno prescritto necessarie limitazioni a carico delle attività da somministrazione presenti nell’area in questione?", scrivono ancora. 

"Come mai l’Istituto comprensivo Cannizzaro-Galatti è rimasto aperto e sono state soltanto date alcune indicazioni di massima agli alunni?L’ente predisposto alle verifiche di potabilità (che sia per competenza Asp o Amam), con quale frequenza ha analizzato la potabilità dell’acqua relativa alle due distribuzioni di via Noviziato- piazza Trombetta e viale Italia-viale Cadorna? Si richiede, al riguardo, di poter ricevere copia delle analisi effettuate?", chiariscono. 

"Nelle due condutture ammalorate e quindi causa della contaminazione, è stata riscontrata anche una contaminazione da liquami fognari? Se sì, perché non è stata informata la popolazione? Per quale motivo il Coc è stato chiuso il 19 giugno, in piena emergenza idrica e con i serbatoi ancora contaminati e con diversi disservizi segnalati da utenti?", ancora. 

"L’Amministrazione comunale e l’Amam intendono disporre un programma di manutenzione preventiva che gradatamente consenta il rifacimento di tutte le reti primarie e secondarie della zone e del centro cittadino che, come ormai ben noto, presentano diverse perdite tramite le quali si insinua il rischio di contaminazione con liquami fognari e possibili sostanze tossiche", sottoscrivono. 

"E’ intenzione dell’Amministrazione comunale e dell’Amam rimborsare gli abitanti che risiedono nella zona rossa e nella zona gialla relativamente alle necessarie spese di bonifica dei loro serbatoi?", concludono. 

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