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Domenica, 2 Ottobre 2022
Cronaca

Il primo bilancio del comandante Blasco: "Lavoro perché il sindaco possa essere orgoglioso della Municipale"

A quattro mesi dall'insediamento il numero uno dei vigili urbani parla del suo incarico a Messina tra emergenze e progetti futuri. "Non vorrei lasciare una città che è cambiata in meglio". La cronica mancanza di agenti al centro delle preoccupazioni: "Siamo 250 e dovremmo essere in 700, così è dura"

Quattro mesi fa il suo insediamento, adesso un 2022 da concludere nel migliore dei modi in uno dei settori più delicati e discussi della città. Stefano Blasco, da maggio scorso al comando della polizia municipale, riesce già a tirare le prime somme sul suo mandato che si concluderà, salvo proroghe, a maggio 2023. Lo fa parlando ai microfoni di Messina Today e sottolineando le difficoltà di un Corpo sempre più ridotto all'osso, ma anche le motivazioni che la città offre. Non a caso precisa fin da subito: "Auspico di rimanere a Messina, una città che amo e che conosco bene, l'ho trovata rinata rispetto a dieci anni fa".

Al comando da maggio scorso e subito un battesimo di fuoco tra concerti, Vara e controesodo. La sua prima estate da comandante non è stata certo monotona...

"Gli impegni affrontati si sono rivelati all'altezza delle aspettative. Siamo partiti a giugno con il primo grande evento che è coinciso con il concerto di Vasco Rossi, una buona organizzazione, insieme alle forze dell'ordine e all'amministrazione, ci ha permesso di ottenere un ottimo risultato. Basti pensare alla gestione della viabilità con un deflusso durato solo due ore, la metà rispetto all'ultimo concerto della star emiliana. Abbiamo messo in campo un metodo che ci ha consentito di migliorare e per questo i successivi eventi in piazza sono stati gestiti bene. Diversi reparti sono stati coinvolti, dalla Viabilità all'Annona, fatta prevenzione sulle bevande alcoliche ad esempio. Poi c'è stata la Vara, festa meravigliosa di popolo con un'affluenza record. La gente dopo il Covid aveva il bisogno di partecipare, bellissima esperienza gestita con grande professionalità. Infine il controesodo. Un lavoro di preparazione iniziato a luglio, passato dall'apposizione di una nuova segnaletica, dettato dall'obiettivo di gestire il fenomeno come evento ordinario e non più come emergenza".

Messina è una città difficile da gestire?

"Messina è complessa non difficile, ha determinate realtà sociali che potrebbero destare meraviglia altrove, pensiamo alle baraccopoli. Ma quanto è stato fatto dal Comune è notevole, non è affatto semplice fare risanamento urbano e anche sociale. Noi ci occupiamo soprattutto di viabilità e a riguardo la città non è tra le più complesse. Abbiamo importanti assi viari su cui si può lavorare bene, lo sviluppo su fascia costiera dà una connotazione specifica, buona anche la rete autostradale che consente i collegamenti con la periferia e attendiamo con ansia l'apertura dello svincolo di Giostra. Ma in generale l'assetto viario permette di trovare con facilità soluzioni alternative"

La viabilità caotica e l'inciviltà alla guida restano nodi da sciogliere, ma all'orizzonte c'è una rivoluzione con il nuovo Piano della Mobilità. La città e pronta?

"La rivoluzione dettata dal Piano della Mobilità è assolutamente un cambiamento prima di tutto culturale. In città c'è chi ha l'abitudine all'infrazione delle regole e questa piaga in un certo senso non si argina neppure con multe puntuali. Occorre ripensare alla viabilità in funzione del pedone, favorendo mobilità alternativa. Questo cambio epocale potrà essere sicuramente drastico ma avremo i frutti. L'alternatva è usare male l'auto o non usarla affatto, in tal senso noi siamo pronti a garantire il presidio e intervenire anche alla luce del nuovo progetto, incontreremo l'assessore Mondello per pianificare il tutto".

Tra precari e agenti alla soglia della pensione, la coperta resta corta.Si può lavorare bene con un organico così ridotto? 

"Il sottodimensionamento della polizia locale è una costante in qualsiasi realtà, Messina non fa eccezione. Sicuramente la precarizzazione del Corpo incide sui servizi giornalieri, quando ci sono esigenze straordinare dirottiamo tutte le forze e la coperta è chiaramente corta. A patire di più sono le zone periferiche che andrebbero presidiate meglio, ma siamo pochi. C'è l'impegno del sindaco ad assumere - ieri hanno firmato quattro nuovi agenti ndr - sarebbe un onore formare nuovi ragazzi, la formazione è infatti importantissima e i primi giorni su strada sono fondamentali, si fa un lavoro di imprinting. Ma anche in chi oggi indossa la divisa c'è tanta buona volontà e attaccamento, i colleghi più  anziani fanno un bel lavoro, ma il fatto di essere precari a volte non fornisce le giuste motivazioni. Dal punto di vista operativo, se si volesse coprire il territorio intero dovremmo avere almeno 700 unità con presidi a sud e nord, siamo invece 250 agenti a cui vanno sottratti età avanzata, limitazioni per problemi di salute e precari. E' un'impresa fare l'ordinario ogni giorno e questo la città sembra non saperlo. Ma si deve comunque fare di meglio, serve maggiore propensione al sacrificio, voglia di imparare cose nuove per fare al meglio il proprio lavoro".

La prossima primavera scadrà il suo mandato, quale obiettivo vuole portare a termine?

"Mi sto impegnando ad impostare un metodo in tutte le cose che faccio, dalla gestione degli eventi alla pianificazione del controesodo dove ad esempio la segnaletica utilizzata resterà per il futuro. La mia eredità dev'essere questa e sono orgoglioso di aver regalato alla città fatti concreti, ma spero di continuare all'insegna dell'innovazione. Obiettivo primario è che il sindaco sia orgoglioso della polizia municipale, in una città in cui ci sono stati momenti di tensione tra amministrazione e Corpo, e nessuno aveva torto. Vorrei una polizia operativa in tutti i settori, al servizio del cittadino".

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