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Martedì, 21 Maggio 2024
Cronaca

"Per il ponte più lungo del mondo non bastano le prove del vento su un modellino", i pareri a confronto

Il Comitato Invece del ponte interviene sulla questione dei test e invita l’ingegnere Devitofranceschi e il professore Diana ad un confronto pubblico su questi temi. "Anche il soldato giapponese si arrese all’evidenza, noi non disperiamo". Il presidente Trischitta: "Pronto ad organizzare ulteriore incontro se gli interlocutori sono qualificati"

Il problema era già stato sollevato dal co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli che nell’Aula della Camera durante il Question Time con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, ha fatto rilevare che “il Comitato scientifico chiede di adeguare il progetto perché non sono state fatte le prove del vento”.

Da sottolineare "il comitato scientifico chiede". Poi erano arrivate anche le rassicurazioni dell'ad della Stretto Pietro Ciucci. Ma non sono bastate a fugare i dubbi. Ecco perché la polemica riesplosa sulle criticità legate al vento così come quella scoppiata tra il senatore della Lega Nino Germanà e il sindaco Federico Basile preoccupato per l’approvvigionamento idrico dei cantieri del Ponte non aiuta a fare chiarezza. Sembra di essere tornati, con argomenti diversi, al conflitto degli esperti in tempi di Covid quando la "scienza" diceva tutto e il contrario di tutto su cure e vaccini.

Oggi sembra che gli esperti mettano in campo le loro conoscenze affermando concetti assolutamente in contrasto fra loro in base alla personale convinzione dell'utilità o meno dell'infrastruttura riesumata dal ministro leghista.

Certo affidare il futuro di una intera comunità a chi pubblica un progetto con dati illeggibili e caratteri senza senso al posto dei dati di traffico, qualche sospetto sull'opportunità così come sulla credibilità lo legittima. 

Prova a fare chiarezza il Comitato Invece del Ponte, che il progetto definitivo lo ha analizzato in tutte le sue sfaccettature collaborando con le associazioni ambientaliste alla stesura delle osservazioni inviate al Mase, sulle ultime dichiarazioni legate alla questione vento.

"Tutte le opinioni e i pareri sono rispettabili, soprattutto se sostenuti in maniera pacata e argomentata da persone qualificate; in alcuni casi però si rischia di somigliare all’ultimo giapponese nascosto nella jungla, ignaro della fine del II conflitto mondiale - è la premessa - Parliamo dell’intervento su stabilità del ponte e ventosità nello Stretto di Messina dell’ingegnere Devitofranceschi e del professore emerito di Ingegneria meccanica del Giorgio Diana, pubblicato in questi giorni. I due tecnici, che fanno parte dell’Expert Panel della Stretto di Messina SpA, sostengono che non vi sono problemi legati all’azione del vento. Troviamo valutazioni molto differenti nel documento “Criticità di carattere strutturale” di Mario De Miranda, ingegnere progettista di ponti e già professore ordinario di Progettazione strutturale presso lo IUAV di Venezia; Federico M. Mazzolani, professore emerito di tecnica delle Costruzioni – Università Federico II di Napoli; Santi Rizzo, già ordinario delle costruzioni Università di Palermo, preside della Facoltà di Ingegneria 1999 – 2004 Università di Palermo e componente del Comitato Scientifico della Stretto di Messina SpA, 2003- 2005. Documento allegato alle “Osservazioni nell’ambito della procedura di VIA” elaborate dalle associazioni ambientaliste (Italia Nostra, Legambiente, Lipu, MAN e WWF Italia) e da associazioni e comitati locali (“Invece del ponte” e “Noponte Capo Peloro”).

"Nel documento, appena citato, non si sostiene che il ponte non reggerà al vento - si legge nella nota del Comitato -  si rileva piuttosto come nel Progetto Definitivo del ponte lo spostamento trasversale per il vento possa essere di circa 10.50 metri e la rotazione torsionale massima dell’impalcato per carichi mobili possa produrre un dislivello trasversale pari a 2.60 m. “La elevata deformabilità è proporzionale alla luce (3.3 km) del ponte; i ponti a luce unica presentano caratteristiche in contrasto con le esigenze di minima deformabilità dei ponti ferroviari”, dato questo che suscita più di una preoccupazione. Gli esperti precisano: “la travata del ponte subisce una deformazione trasversale, ossia si dispone secondo un profilo curvo nel piano del vento, di profondità dell’ordine di 10.5 m di cui 7.50 m dovuti alla velocità media del vento e 2.50 m. alle raffiche” e inoltre “l’impalcato si deforma per resistere al vento e oscilla sopravento e sottovento…con movimenti macroscopici che destano inevitabili preoccupazioni”.

Il cosiddetto Progetto Definitivo non fa approfondimenti esaustivi su questi aspetti e sugli effetti di “violente vibrazioni dell’impalcato, dei cavi accoppiati e delle torri”, anche perché si stanno affrontando problematiche per realizzare un’opera senza precedenti per dimensione, che prevede la realizzazione di “estese saldature di grosso spessore a grandissime altezze ed in presenza di vento e sensibili oscillazioni”.

A proposito degli studi in galleria del vento, i tre esperti affermano: “i risultati delle sperimentazioni sulla stabilità aerodinamica dell’impalcato fanno emergere criticità e incertezze”, domandandosi “quale concreta affidabilità può darsi a risultato derivanti da prove realizzate su modelli di diversa scala del medesimo componente strutturale?”. Traduzione dal linguaggio tecnico: volete costruire il ponte più lungo mai realizzato al mondo e credete che le prove del vento su un modellino fughino tutti i dubbi? I tre esperti aggiungono: “come pensate che siano affidabili i risultati ottenuti con bassi numeri di Reynolds mentre ancora dovete effettuare prove a maggiori numeri di Reynold?”.

VIDEO | Ponte e resistenza al vento, il responsabile: “Progettato per essere aperto 365 giorni l’anno”

Traduzione: avete calcolato (con i numeri di Reynolds) il moto turbolento, ma sinora avete effettuato prove su valori bassi; quando pensate di fare verifiche esaustive? Infine, i tre esperti sottolineano come le prove sul vento fatte da vari laboratori abbiano fornito risultati diversi e, in alcuni casi, contrastanti; “non andrebbero applicati coefficienti che tengano conto della disuniformità di prove e imprecisioni dei risultati?”. Speriamo che i due tecnici della SdM SpA non rimandino tutte le risposte a queste domande al progetto esecutivo, perché se fosse confermato che il ponte rischia di non stare in piedi o di non poter essere pienamente funzionale, l’unico a trarre vantaggi dalla sua costruzione sarà il GC Eurolink (capeggiato da Webuild), non il Paese, né la comunità scientifica. Immaginiamo che i due tecnici sappiano quanto può pretendere una società di progettazione per aver messo su carta, un’infrastruttura irrealizzabile, il cui costo di investimento è attualmente stimato in 13,5 miliardi di euro. Poiché su aspetti così essenziali devono avere risposte certe e chiare - conclude il Comitato Invece del Ponte -  inviteremo a breve l’ingegnere Devitofranceschi e il professore Diana ad un confronto pubblico su questi temi. Anche il soldato giapponese si arrese all’evidenza, noi non disperiamo.

Durante il confronto in commissione consiliare sia Diana che Devitofranceschi - su richiesta del consigliere Felice Calabrò e del presidente Pippo Trischitta - hanno già dato disponibilità per partecipare ad un altra seduta in commissione. "Per giocare con Maradona ci vogliono Ronaldo o Messi - spiega Trischitta a MessinaToday - non possiamo fare confrontare il numero uno al mondo con un professionista qualsiasi. Se portano un nome di rilievo internazionale sono pronto ad organizzare qualsiasi confronto".

Articolo modificato alle 10.50 del 24 aprile 2024 // aggiunta dichiarazione Trischitta

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