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Istruttore di ginnastica a processo per atti sessuali con minore, il pm chiede di contestare anche la violenza

La richiesta contestata dalla difesa, il gip si è riservata di decidere. Udienza con rito abbreviato rinviata al 2 febbraio

E’ stata rinviata al 2 febbraio l’udienza con rito abbreviato sul caso di un noto istruttore di ginnastica artistica di Messina a processo con la pesante accusa di aver compiuto atti sessuali e pornografia minorile con una sua allieva appena quindicenne.

Il pubblico ministero, Alessandro Liprino, che ha agito in sostituzione del collega Logerfo, ha chiesto di poter aggiungere un ulteriore capo d’imputazione, l’art 609 bis c.p., vale a dire violenza sessuale.

L’istruttore, 52 anni, si trova agli arresti domiciliari dal 22 aprile su richiesta del Gip Eugenio Fiorentino. La procura aveva chiesto la misura cautelare in carcere documentando in modo inequivocabile le morbose attenzioni dell’uomo maturate nel contesto della palestra arrivando anche a minacciare la quindicenne di penalizzarla nelle gare se non avesse obbedito sottomettendosi ai suoi desideri.

La richiesta del pm è stata contestata dalla difesa, l’avvocato Nino Cacia, che ha evidenziato come - a prescindere dalla infondatezza nel merito della questione e come la stessa costituisca mera riproposizione di altre contestazione - sia precluso al pm di muovere nuove contestazione nei procedimenti con rito abbreviato, “in linea con quanto stabilito dalle Sezioni Unite con pronuncia del 13 febbraio 2020”.

Il gip Tiziana Leanza si è riservata di decidere sulla richiesta.

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