Cronaca Gioiosa Marea

Il sito preistorico di Gioiosa Guardia abbandonato, i volontari di Italia Nostra scerbano l'area

Il gruppo ha segnalato ancora una volta l'assenza di attenzione nei riguardi della zona in cui sono stati trovati reperti archeologici dell'età preistorica e greca. "Chiediamo la continuazione degli scavi per restituire un bene di così rilevante valore ai cittadini e dare un valido contributo al recupero delle nostre bellezze culturali", scrivono in una nota

Recinzione assente, pannelli usurati e abbandono. Questo lo stato in cui si trova il sito archeologico di Gioiosa Guardia, un'area in cui sono presenti tracce dell'età preistorica. A denunciare già dall'estate scorsa la condizione del parco è Italia Nostra. "Le stagioni si susseguono e si perpetua l’assenza di manutenzione ordinaria e di tutti quegli interventi, come il ripristino della recinzione e dei pannelli didattici ormai divelti e non più leggibili a causa dell’usura del tempo, che dovrebbero permettere un’adeguata fruizione pubblica dell’area. Le istituzioni lamentano l’assenza di denaro per poter realizzare tali interventi e nel frattempo Gioiosa viene dimenticata", si legge in una nota. 

Il gruppo non si è fermato alla sola segnalazione. "Domenica 13 giugno un gruppo di volontari con la partecipazione di Italia Nostra sezione di Messina ha deciso di avviare le operazioni di scerbatura. Amanti del posto, non solo locali - fra di loro anche cittadini inglesi e francesi - con entusiasmo hanno generosamente dato il loro fattivo contributo nella speranza di superare le “paludi” burocratiche e di contribuire alla rinascita di un luogo", sottolineano. 

"Gli scavi dell’antico abitato, iniziati sin dal 1981 dalla Soprintendenza di Siracusa e proseguiti, in modo discontinuo, negli anni successivi dalla Soprintendenza di Messina, le cui ultime indagini risalgono al 2003-2005, hanno attestato l’esistenza del sito sin dall’epoca preistorica (età del bronzo, XII-X sec. a.C.). Dagli scavi effettuati e dai numerosi reperti rinvenuti, oggi visibili presso l’Antiquarium di Gioiosa Marea, sono state documentate, infatti, tracce di un abitato indigeno dell’età del ferro (IX- VII sec. a.C.) e di un abitato greco (VI-IV sec. a.C.) che sembra abbia subito una violenta distruzione alla fine del IV secolo a.C. Da anni purtroppo il sito versa in condizioni di abbandono e le strutture archeologiche non sono quasi più visibili perché invase da una folta vegetazione", sottolineano. 

"Si tratta di un sito archeologico non ancora identificato dagli studiosi ma certamente di grande importanza in considerazione dei numerosi reperti rinvenuti, soprattutto del periodo greco, tra cui vasellame decorato a vernice nera, molto raffinato e proveniente da officine magno-greche e siceliote dell’epoca. In altrettante condizioni di degrado, accanto all’abitato antico, si trova la Chiesa di San Francesco e l’annesso Convento dei Frati Minori, risalente al XVIII secolo, di cui oggi sono visibili solo i ruderi, anch’essi invasi dalla vegetazione e dalle sterpaglie. Nel sito, in occasione degli scavi effettuati dalla Soprintendenza, sono state trovate tracce di un impianto abitativo di età greca", spiegano ancora. 

"La situazione di abbandono in cui versa l’area si estende anche ai ruderi del vicino borgo medievale di Gioiosa Guardia, situata sulla sommità del Monte Meliuso, fondata nel 1363 da Vinciguerra d’Aragona, sotto il regno di Federico III d’Aragona e abbandonata nel 1783, probabilmente a causa di un forte terremoto. Gioiosa Guardia costituisce, tra l’altro, uno dei luoghi di straordinaria bellezza paesaggistica per il panorama che è possibile godere dalle rovine del borgo medievale, che spazia dal Monte Pellegrino alle isole Eolie, a Capo Milazzo fino all’Etna", aggiungono. 

"Questa situazione di degrado risulta ancor di più inspiegabile se si considera che il sito di Gioiosa Guardia è tra le aree paesaggistiche da tutelare previste dal Piano Paesaggistico, ambito 9 di Messina. Tra gli obiettivi di salvaguardia del luogo sono previsti, infatti, la tutela e la valorizzazione del patrimonio paesaggistico attraverso misure orientate alla ricerca, restauro e musealizzazione dei beni archeologici; tutela del patrimonio e del paesaggio archeologico, restauro e valorizzazione dei beni storico-architettonici che ancora si conservano nell’area, recupero del sito urbanistico e dei ruderi dell’abitato che caratterizzano il Borgo medievale di Gioiosa Vecchia ( o Gioiosa Guardia) presente sull’altipiano", sottolineano. 

"In un momento così delicato per l’economia del paese, Italia Nostra continua ad affermare l’urgenza di puntare sul nostro patrimonio culturale e sulle bellezze paesaggistiche e, pertanto, auspica che, superando i ritardi, si provveda a far uscire tale importante sito archeologico dallo stato di degrado in cui versa, valorizzando il ruolo del Parco Archeologico di Tindari, così tanto voluto dal compianto Assessore ai BB.CC. Sebastiano Tusa. Si sollecita, inoltre, l’Assessorato Regionale a programmare la continuazione degli scavi per restituire un bene di così rilevante valore ai cittadini e, nel contempo, dare un valido contributo al recupero delle nostre bellezze paesaggistiche e culturali e della nostra memoria storica. Il gruppo di volontari e i soci di Italia Nostra che domenica 13 giugno hanno avviato la pulizia dell’area si rendono disponibili a collaborare con il Parco in azioni di volontariato finalizzate alla valorizzazione dell’Area Archeologica di Gioiosa Guardia", concludono. 

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