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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Cronaca

Ivan D'Amore torna in libertà, obbligo di dimora nel Messinese

Il 30enne poliziotto (sospeso) in forza allo scalo di Tessera, era stato arrestato venerdì 12 aprile per un inasprimento della misura cautelare dopo che addosso gli erano stati trovati 3mila euro

Ivan D'Amore, il poliziotto (sospeso) accusato di essere a capo di un giro di prostitute e trans che offrivano i loro servizi in comode tre comode abitazioni di Treviso e Martellago, è di nuovo libero. Il gip Carlo Colombo, dopo aver convalidato il suo arresto avvenuto venerdì scorso a seguito dell'inasprimento della misura cautelare, ha sciolto la riserva decidendo di mettere il 30enne all'obbligo di dimora nel suo paese d'origine, un comune del messinese, con la proibizione di uscire di casa alla sera.

D'Amore era finito in manette il 5 marzo scorso sospettato, insieme ad una complice di origine colombiana (detenuta a Venezia) di essere al vertice di un vasto giro di prostitute per lo più sudamericane. Secondo le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Davide Romanelli, il poliziotto e la donna avrebbero gestito il ricco traffico del sesso con ragazze e trans che avrebbero venduto i loro corpi a facoltosi e insospettabili clienti all'interno di tre appartamenti, due nel centro storico di Treviso e uno a Martellago (in provincia di Venezia). L'agente di Polizia, di origine siciliana, e la donna avrebbero messo in piedi l'impresa criminale a partire del giugno del 2023. Le diciassette sex workers, che pubblicizzavano i loro "servizi" soprattutto on line tramite i siti di incontri, avrebbero ricavato all'incirca dai 60 ai 70 mila euro ogni mese.

Il 25 marzo l'uomo aveva ottenuto un permesso (dall'obbligo di firma a Preganziol, dove era stato posto dal giudice Colombo) perché avrebbe dovuto portare i due figli presso i nonni, che abitano in Sicilia, per le vacanze pasquali. Ma D'Amore era stato nel frattempo intercettato e dalle sue conversazioni telefoniche gli inquirenti erano venuti a sapere di uno strano movimento di denaro. Così, sull'aereo preso dall'indagato c'erano anche dei poliziotti. Il 30enne era stato prelevato dal padre che in macchina avrebbe dovuto accompagnarlo fino a Messina ma durante il tragitto è scattata la trappola: la vettura è stata fermata dai poliziotti che hanno proceduto a una perquisizione personale. Nel corso dei controlli gli sono stati trovati 3mila euro che D'Amore nascondeva dentro alle...mutande.

Nel frattempo il Tribunale del Riesame si era però espresso sul ricorso presentato dalla Procura proprio sulla natura della misura cautelare, chiedendone gli arresti domiciliari. Ma l'ordinanza del Tribunale della Libertà, che accoglieva le richieste del pubblico ministero, è stata superata da quella del gip. D'Amore è così tornato ad essere ancora un uomo sostanzialmente libero.

Fonte TrevisoToday

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