Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca

L'area archeologica di Largo San Giacomo nuovamente nel degrado, l'allarme dei volontari di Puli-AMO Messina

L'Associazione ha dovuto lasciare lo scavo otto mesi fa: "Da allora non una sola pulizia è stata condotta all'interno dell'area, lasciando quindi che le infestanti tornassero ad inghiottire i resti medievali dell'antica chiesa"

L'area archeologica di Largo San Giacomo nuovamente nel degrado. I volontari di Puli-AMO Messina, ex curatori dello scavo, lanciano l'allarme.

"Oltre 30 mila turisti dall'inizio del 2023 hanno fotografato una giungla incolta alle spalle della Basilica Cattedrale, luogo di passaggio obbligato per assistere al Campanile in funzione - si legge in una nota -  Ad impedire che i crocieristi in visita provassero un evidente senso di smarrimento dinanzi agli scavi ci pensava il lavoro costante di Puli-AMO Messina, che con gratuità e spirito di sacrificio ha curato l'area fin dal lontano 2016, valorizzando inoltre lo slargo attiguo con interventi all'arredo urbano e iniziative di carattere culturale".

Da quando l'Associazione ha dovuto lasciare lo scavo (settembre 2022) ad oggi sono trascorsi esattamente otto mesi. "Durante questo lungo periodo - segnalano - non una sola pulizia è stata condotta all'interno dell'area, lasciando quindi che le infestanti tornassero ad inghiottire i resti medievali dell'antica chiesa di San Giacomo. Ora che il Servizio per il territorio di Messina - dipartimento regionale dello sviluppo rurale - si è adoperato per una sommaria pulizia del luogo (senza di fatto occuparsi della zona più bassa dello scavo per evidenti impossibilità tecniche, considerata la costante presenza d'acqua), è giusto domandarsi: quanto tempo passerà prima della prossima pulizia? Puli-AMO Messina ha atteso silenziosamente il corso naturale degli eventi, sperando che il nuovo affidamento dell'area ad un'altra Associazione potesse produrre dei risultati. Ad oggi, solo silenzi dalle istituzioni, che danno così in pasto al degrado un tassello straordinario della nostra storia che con cura e amore abbiamo cercato di riportare alla luce, con tutti i limiti ed il dispendio di energie che tutto questo comporta. Il lavoro dei nostri volontari è stato non solo vanificato, ma forse nemmeno pienamente compreso dalle istituzioni, le quali avrebbero dovuto impedire un simile cortocircuito nella gestione dello spazio".

Per l'associazione "suona ancor più di beffa la singolare coincidenza di questa pulizia con l'arrivo in piazza Duomo - proprio a 50 metri dagli scavi archeologici - della nota trasmissione "Masterchef", che ha di fatto acceso i riflettori sulla città e sull'area attorno alla Cattedrale. Ci chiediamo - continua la nota - dunque se abbiamo demandato la cura del nostro patrimonio culturale agli eventi pubblici e se davvero ci ricordiamo di avere una storia solo quando le telecamere bussano alle porte del degrado. Nel frattempo il cronometro è già ripartito. Di giorno in giorno le cataste di rifiuti, bottiglie, cartacce e bicchieri inizieranno ad abitare lo scavo di San Giacomo, mentre la natura troverà strada tra tutte quelle secolari pietre che nemmeno il terremoto è riuscito a distruggere - ma che forse cadranno sotto al peso del degrado".

Nei giorni scorsi era stato il consigliere della IV Circoscrizione Renato Coletta a segnalare "l'abbandono di siti archeologici di rilevante bellezza storica e artistica abbandonati a se stessi o non sufficientemente valorizzati". Nei giorni scorsi invece il sindaco Federico Basile ha effettuato, insieme all’assessore Caruso, al dirigente e alla funzionaria della Sezione archeologica della Soprintendenza e ai referenti di ArcheoMe un sopralluogo presso la Tomba a Camera di largo Avignone annunciando, a breve, l'avvio di un progetto di valorizzazione e fruizione grazie all’espletamento del Bando e all’affidamento all’Associazione aggiudicatrice.

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