Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca

Latitanze eccellenti, quando il boss Pelle “viveva” al Centro Neurolesi

L'attuale allontanamento di "Ciccio Pakistan" riporta alla mente il ricovero “dorato” di tredici anni fa tra i boschi dei Colli Sarrizzo. L'inchiesta dei carabinieri scoprì e portò alla condanna il professionista calabrese Stefano Violi

"Francesco Pelle? Cercatelo al Neurolesi". E' la battuta che gira, quasi inevitabile, dopo la notizia della latitanza del boss della 'ndrangheta che tanto ha già fatto discutere in passato anche a Messina. Francesco Pelle infatti si è reso irreperibile dopo il rigetto del ricorso e in attesa della sentenza della Corte di Cassazione con le imputazioni di associazione mafiosa e omicidi. 

Ma l'attuale latitanza del boss della 'ndrangheta Francesco Pelle riporta alla mente la prima. E c'è di mezzo Messina e il Centro Neurolesi e un fisioterapista che lavorava alla struttura sanitaria dei Colli Sarrizzo. Nel novembre 2012, infatti, il giudice Massimiliano Micali aveva condannato il medico Stefano Andrea Violi a tre anni e quattro mesi di reclusione su richiesta dell'allora sostituto della direzione distrettuale antimafia Stefano Verzera. Violi era stato condannato per aver protetto garantendo l'anonimato durante un ricovero durato sette mesi circa proprio Pelle, detto "Ciccio Pakistan" che nel 2005 era latitante e nel luglio 2006 rimase gravemente ferito da un agguato, il 31 luglio ad Africo,nella faida di San Luca tra i Pelle-Vottari e i Nirta Strangio culminata nella strage di Duisburg del ferragosto 2007. Il tentato omicidio costò a Pelle la sedia a rotelle.

Nel luglio di tredici anni fa Pelle venne ricoverato al Centro Neurolesi di Messina. Secondo la condanna Violi, originario di Melito Porto Salvo ma residente a Bova Marina, aveva garantito le cure ma anche la latitanza di Pelle al Neurolesi. I carabinieri arrestarono Violi e secondo l'indagine il fisioterapista si era occupato in prima persona della sistemazione e cura del boss sui Colli. Pelle si era presentato al Neurolesi come il signor Scipione, ci furono anche testimonianze dirette agli inquirenti sulla presenza del boss al Centro di riabilitazione. L'indagine dei carabinieri tentò di risalire anche ai possibili fiancheggiatori del boss perché sembrava proprio strano che Violi avesse fatto tutto da solo; l'inchiesta portò solo alla condanna di Violi.

Pelle, oggi, è nuovamente latitante in attesa della condanna in Cassazione, quale mandante della strage di Natale del 24 dicembre 2006 in cui venne uccisa Maria Strangio, moglie del capoclan avversario Giovanni Luca Nirta. L'allontanamento risale ad una quindicina di giorni fa.  Pelle era stato arrestato dai carabinieri nel settembre 2008 in una clinica di Pavia dopo un anno circa di latitanza. Nell'agguato del Natale 2006, la vittima predestinata era Gianluca Nirta, ma sotto i colpi dei sicari morì la moglie ed altre quattro persone, tra le quali un bambino, rimasero ferite.  Fu quell'episodio, secondo l'accusa, a scatenare la reazione di Giovanni Strangio, cugino di Maria, condannato all'ergastolo in quanto ritenuto ideatore e uno degli esecutori della strage di Duisburg.


 

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