Milazzo, i lavoratori della raffineria in protesta: "Piano qualità dell'aria non può metterci fuori gioco"

La mobilitazione indetta dai sindacati davanti al Comune. Chiesto un tavolo tecnico per rivedere i limiti alle emissioni stabiliti dalla Regione. "A rischio la continuità produttiva della valle del Mela"

Sono scesi in piazza protestare i dipendenti della raffineria di Milazzo, in agitazione dopo i limiti alle emissioni imposti dal nuovo Piano regionale per la qualità dell'aria. La manifestazione, voluta da Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, ha visto il sit-in dei dipendenti davanti la sede comunale della città del Capo. 

Il nodo è rappresentato dai nuovi parametri per le emissioni fissati dal Governo Regionale nel Piano regionale per la qualità dell’aria” che prevede un nuovo riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), rilasciata qualche mese fa e valida sino al 2030.

"La gente non è più disposta a subire attacchi - ha detto il segretario generale Cisl Antonino Alibrandi - bisogna aprire urgentemente un confronto per garantire la continuità produttiva della raffineria. Manifestiamo il forte disagio dei lavoratori che attendono una discussione seria sulla questione". Secondo Stefano Trimboli, esponente della Femca Cisl, "il Piano regionale rischia di mettere fuorigioco buona parte dell'industria siciliana con la valle del Mela nell'occhio del ciclone. Istitutizioni e aziende devono rivedere i limiti di emissione stabiliti in Europa per garantire l'occupazione".

La tesi opposta di movimenti e comitati

Secondo l'asssociazione Adasc, il Coordinamento ambientale Milazzo-valle del Mela, il Comitato dei cittadini contro l’inceneritore del Mela e il Movimento No inceneritori – valle del Mela, i limiti previsti dal Piano sono quelli più avanzati individuati in uno specifico documento della Comunità Europea (le “BAT Conclusions”) sulle migliori tecnologie disponibili. E’ quindi ridicolo sostenere che sono irraggiungibili, "a meno che non si dimostri che la Comunità europea si sia sbagliata. Il Piano è stato adottato per ottemperare ad una legge nazionale che a sua volta ha recepito una direttiva europea del 2008".

"Solo 200 persone - precisano le quattro sigle -  hanno partecipato alla manifestazione indetta contro il Piano regionale di qualità dell’aria da una parte minoritaria dei sindacati della raffineria di Milazzo. Si tratta di poco più del 10% dei lavoratori della raffineria. E’ evidente che la stragrande maggioranza dei lavoratori ha rispedito al mittente le menzogne sul Piano dell’aria perpetrate dai vertici aziendali, che miravano a mettere i lavoratori contro i loro concittadini e contro il loro stesso diritto alla salute. Nella valle del Mela è sempre più diffusa la consapevolezza che un nuovo patto tra produzione, salute e ambiente sia ormai irrinunciabile e che questo necessiti di massicci investimenti. Per questo ci appelliamo ai lavoratori ed alle loro organizzazioni per aprire subito un tavolo per riprogettare, insieme, il futuro del polo industriale e del territorio. Il Piano dell’aria rappresenta il primo atto concreto capace di dare un po’ di respiro a territori che da decenni pagano gli effetti di un inquinamento sconsiderato. Lo fa imponendo l’implementazione delle migliori tecnologie capaci di ridurre l’inquinamento, mantenendo occupazione e livelli produttivi. Già dal 2017 erano noti i limiti del Piano, quando sono stati “apprezzati” con apposita delibera dall’ allora giunta Crocetta. In questi tre anni le società petrolifere non hanno mai lamentato una presunta irraggiungibilità dei limiti, neanche nei loro ricorsi al Tar. Il fatto che lo facciano solo ora fa pensare che vogliano nascondere altre problematiche scaricando la “colpa” sul Piano dell’aria".

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