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Cronaca Milazzo

Riqualificazione di Piazza Marconi, Legambiente chiede l'intervento della Soprintendenza

In una nota il gruppo del Tirreno spiega i motivi per cui lo slargo debba essere considerato un bene culturale da tutelare anche tramite parere dell'ufficio

Spazi ampi, aree per i cittadini, abbattimento delle barriere architettoniche. I lavori di riqualificazione della Piazza Marconi a Milazzo, nota anche come piazza della vecchia stazione ferroviaria, fanno già discutere. A interevnire in merito al progetto e a rivolgersi alla Soprintendenza, il cui parere non è stato richiesto dall'iter normativo. è il gruppo Legambiente del Tirreno con una lunga nota in cui esprime dissenso su alcune scelte progetturali e invocandone l'intervento.   

"bbiamo esaminato il progetto, rispetto al quale desideriamo chiarire che non vogliamo minimamente mettere in discussione il suo intrinseco valore tecnico e professionale. Tuttavia, la piazza Marconi è frutto di una evoluzione urbanistica ed architettonica, e costituisce un segno importante della memoria storica della città di Milazzo", si legge. 

"Sulla base di questo principio mettiamo in evidenza che nella relazione tecnica del progetto di riqualificazione si accenna in premessa che “la piazza ricade all’interno dell’area comunale evidenziata dal Piano Paesaggistico – Ambito 9, ... risulta normata con il Livello di tutela 1”... . La stessa relazione tecnica riporta nella parte finale il quadro normativo del progetto con un elenco di leggi e norme, tra cui si include il D. lgs. 22 gennaio 2004 n. 42, Codice dei Beni Culturali", proseguono. 

"Si deve ritenere che la piazza, con il suo stato di fatto e soprattutto con il suo impianto originario che affonda le sue radici negli avvenimenti storici ed economici della vita milazzese, debba essere considerata un “bene culturale”. Pertanto non è ammissibile che la relazione tecnica, nel descrivere lo stato di fatto, si limiti a registrare gli elementi materiali che la compongono (aiole, essenze arboree, pavimentazioni, panchine, oggetti di arredo urbano, ecc) e il loro stato di degrado, per poi passare a descrivere le scelte progettuali, nello stesso modo", si legge ancora. 

"Ribadendo che non è in discussione la qualità della progettazione, la scrivente associazione individua nella stessa progettazione due carenze fondamentali: 1) non si valuta in alcun modo il valore del preesistente in funzione di un possibile restauro conservativo; 2) di conseguenza il progetto, moderno e funzionale, collocato nel posto in oggetto, comporta la totale cancellazione dei segni del passato. Questo, nel contesto del Centro Storico milazzese, lo consideriamo inammissibile", sottolineano. 

"In sostanza la piazza verrebbe interamente smantellata, e le opere di cosiddetta “Riqualificazione” comporterebbero anche il taglio di alberi secolari e l’eliminazione della fontana centrale che, lo ribadiamo, essendo un’opera pubblica realizzata da oltre 50 anni, deve intendersi vincolata “ope legis”. Essendo la relazione tecnica del nuovo progetto, completamente priva della parte anamnetica, vogliamo sommariamente abbozzare un profilo storico architettonico. Innanzitutto la vecchia stazione di Milazzo, sorta nel 1889, è un esempio di raffinata architettura dell'architetto Salvatore Richichi. La Piazza antistante fu creata nel 1890, e nel 1916 per la prima volta venne intitolata a Cesare Battisti; due anni dopo fu intitolata ai "Martiri del 1860", e infine, nel 1937, fu intitolata a Guglielmo Marconi, l'inventore del sistema della comunicazione con le onde radio trasmesse da un luogo all'altro del mondo", chiariscono. 

"In quello stesso anno fu ingrandita e trasformata in giardino, con un impianto architettonico neorinascimentale. Al centro fu collocata la Fontana luminosa con al centro una sfera di metallo che rappresentava il Mondo, mentre gli zampilli convergenti volevano rappresentare gli infiniti collegamenti resi possibili dallo sviluppo delle onde radio, omaggio al genio di Marconi. Tra parentesi il globo metallico in questione venne rimosso durante i lavori di restauro del 1990 e non più ricollocato, mentre dovrebbe essere ripristinata", aggiungono ancora. 

"C’è una ragione se la stazione ferroviaria venne realizzata così vicina al centro cittadino e alla zona industriale legata alla banchina portuale. La sua posizione allora è stata ottenuta per l’azione di due consiglieri comunali, Zirilli e Bonaccorsi, e diede luogo ad una scelta urbanistica che legava il territorio con le esigenze della produzione industriale e del traffico commerciale, rimanendo per lungo tempo intimamente connessa con la vita pulsante della città di Milazzo", spiegano. 

"In questo luogo della memoria tantissime sono state le iniziative di Legambiente per la sua tutela, per il recupero della vecchia Stazione come bene culturale in funzione museale, per la creazione di un parco giochi per i ragazzi nelle aree circostanti, per il recupero del vecchio tracciato ferroviario per ungrandeprogettodimobilitàsostenibilee diunaveraepropriapistaciclabile.Tutteiniziativevolte non certo a fare tabula rasa del preesistente, ma di valorizzarlo con opportuni interventi di restauro e di rispetto della memoria come elemento fondante dell’identità milazzese", obiettano. 

"Un progetto moderno come quello oggi in discussione è pensato nel luogo sbagliato; andrebbe bene in un’area di espansione urbana, mentre nella Piazza Marconi non può che risultare estraneo all'assetto identitario della città. “Un popolo che distrugge la sua memoria non ha futuro” (citazione da Enzo Consolo)", dichiarano. 

"In conclusione chiediamo che il progetto venga sottoposto al parere preventivo della Soprintendenza, ma non certo perché venga licenziato con parere favorevole così come è stato redatto. Riteniamo che, per essere accettabile e non costituire l’ennesimo intervento di cancellazione del passato, il progetto debba essere restituito per una profonda revisione, che sia capace di conciliare i valori di conservazione della fontana, delle alberature di pregio e della forma architettonica e storica della piazza, con gli ammodernamenti e nuove istallazioni dettati da principi di attualizzazione degli spazi e di armonia architettonica", concludono. 

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